Lo Sguardo al Cielo: Dialogo e Gloria Eterna
Giorgio Schiavo, nel commento al Vangelo di domenica prossima, Pentecoste, riflette sul significato profondo del guardare verso il cielo, un gesto che spesso compiamo non solo per contemplazione, ma per cercare un aiuto divino nelle difficoltà che non riusciamo a risolvere con il solo impegno umano. Condivide anche un’esperienza personale, ricordando come, prima della sua conversione, abbia implorato il Signore di aiutarlo in un momento doloroso, venendo ascoltato.
Trascrizione del video.
- Pubblicità -
«A chi non è capitato di alzare gli occhi al cielo? E perché ci viene da farlo? A volte guardiamo il cielo per contemplarlo, per ringraziare della vita che abbiamo ricevuto o semplicemente per verificare il tempo. Se ci pensiamo bene, molte volte quando alziamo gli occhi al cielo è per chiedere un aiuto a Dio nelle nostre difficoltà: per un esame, per una visita importante o per dei problemi che non si risolvono, anche quando ci abbiamo messo tutto il nostro impegno.
Io stesso, prima della mia conversione, ho implorato il Signore dicendogli: “Se è vero che tu esisti, allora tirami fuori da questa situazione dolorosa”. Ed egli mi ha ascoltato. Gesù, in questo caso, alza gli occhi al cielo per pregare il Padre. Non stiamo parlando della preghiera del Padre Nostro, ma di un vero e proprio dialogo tra Gesù e il Padre; senza nulla togliere alla preghiera, che è fondamentale per noi cristiani, un buon dialogo con Dio molte volte smuove delle montagne enormi.
In questa parte del Vangelo, Gesù parla di glorificazione, che non è la vana gloria che l’essere umano cerca da sempre nelle vittorie della vita, ma è qualcosa di molto più grande. Glorificare significa rendere gloria, innalzare. E Gesù viene innalzato soltanto dopo aver portato a compimento la chenosi, che significa “lo svuotamento”. Il Figlio di Dio, incarnandosi nell’umanità, ne assume anche le sue debolezze e le sue fragilità, e dona se stesso fino alla morte in croce.
La croce, quindi, come dice San Paolo, è potenza di Dio. Perché in quella crocifissione, che Greci e Giudei hanno considerato come una debolezza e una stoltezza, dietro ad essa c’è tutta la forza e la potenza di un Dio che si dona per portarci a Lui. E cos’è la vita eterna? Conoscere Dio. La fede cristiana, infatti, ci ha sempre insegnato che alla fine dei nostri giorni incontreremo Dio e dimoreremo nella Sua casa. È una cosa sacrosanta vivere, ma in maniera responsabile, guardando al cielo quando siamo in difficoltà, perché poi in quel cielo — se ci crediamo — vi entreremo per sempre.»
Oceano fa parte dell’associazione “I Tre Arcangeli” nella provincia di Verona. Un gruppo di laici, nato inizialmente come cenacolo di preghiera, opera al servizio del prossimo, guidato dal principio che “dove c’è carità e Amore, lì c’è Dio”. La loro missione è quella di accogliere, ascoltare e sostenere chiunque viva momenti di difficoltà e sofferenza, senza chiudere gli occhi davanti al bisogno altrui.
Missione e valori
Il Cenacolo si impegna a vivere la carità, offrendo aiuto concreto e vicinanza spirituale a chi cerca conforto e speranza. L’obiettivo è dare testimonianza di fede attraverso l’amore verso il prossimo, rendendo la comunità un luogo di condivisione e solidarietà.
Invito alla partecipazione
Chiunque desideri partecipare oppure sostenere le attività dell’associazione, sarà accolto con fraternità, per continuare insieme il cammino nella luce del Vangelo e della carità.
BancoBPM Codice IBAN : IT64C0503459700000000000265
Causale: Erogazione liberale
