[Per bambini] – Commento alle letture di domenica 24 maggio 2026

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LA PENTECOSTE: IL DONO DELLO SPIRITO SANTO

La solennità di Pentecoste conclude il tempo pasquale e celebra la nascita della Chiesa attraverso il dono dello Spirito Santo. Le letture di questa domenica ci mostrano come lo Spirito trasforma i discepoli impauriti in testimoni coraggiosi, capaci di annunciare le meraviglie di Dio a tutti i popoli.

Per i ragazzi dai 10 ai 13 anni, la Pentecoste può sembrare un evento lontano e misterioso. Il vostro compito è aiutarli a comprendere che lo Spirito Santo non è un concetto astratto, ma una presenza viva e concreta che agisce ancora oggi. È la forza che ci permette di superare le paure, di comunicare con gli altri nonostante le differenze, di scoprire i nostri talenti e metterli al servizio della comunità.

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Nelle spiegazioni che seguono, troverete un linguaggio accessibile che usa immagini concrete: il vento, il fuoco, il respiro. Questi simboli aiutano i ragazzi a intuire che lo Spirito è energia, luce, vita. Incoraggiate i bambini a riconoscere i “carismi” che già possiedono e a vedere la Chiesa come un corpo vivo di cui fanno parte, ciascuno con il proprio ruolo unico e prezioso.

PRIMA LETTURA – Atti degli Apostoli (At 2,1-11)

LO SPIRITO ARRIVA COME UN VENTO FORTISSIMO

Immaginate una casa dove sono chiusi tutti gli amici di Gesù. Sono passati cinquanta giorni da quando Gesù è risorto e dieci giorni da quando è salito in cielo. I discepoli aspettano qualcosa, ma non sanno bene cosa.

All’improvviso succede qualcosa di incredibile! Sentono un rumore fortissimo, come quando c’è un temporale con un vento che sembra voler abbattere tutto. La casa si riempie di questo “vento” speciale. Poi vedono delle lingue di fuoco che si dividono e si posano sulla testa di ognuno di loro. Non è un fuoco che brucia, ma una luce calda e bella.

In quel momento vengono riempiti di Spirito Santo, cioè della forza di Dio. E succede qualcosa di magico: cominciano a parlare in lingue diverse che non avevano mai studiato! Fuori dalla casa c’è tanta gente venuta da ogni parte del mondo per la festa. Quando sentono questo rumore, si avvicinano curiosi. E ognuno sente parlare nella propria lingua: chi viene dalla Persia sente parlare in persiano, chi viene dall’Egitto sente parlare egiziano, e così via.

Le persone sono stupitissime: “Ma questi non sono galilei? Come fanno a parlare tutte le nostre lingue?” È il primo miracolo dello Spirito Santo: far capire a tutti il messaggio di Gesù, abbattere le barriere che ci dividono.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 103)

DIO MANDA IL SUO SPIRITO E RINNOVA TUTTO

Questo salmo è come una canzone di ringraziamento a Dio per tutto ciò che ha creato. Il salmista guarda la terra, gli animali, le piante, e vede che sono tutte opere meravigliose di Dio.

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Ma c’è un verso molto importante: “Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra”. Cosa significa? Che lo Spirito di Dio è come il respiro della vita. Senza respiro, tutto muore e torna polvere. Ma quando Dio “soffia” il suo Spirito, le cose rinascono, si rinnovano, diventano nuove.

È quello che succede anche a noi: quando lo Spirito Santo entra nella nostra vita, ci trasforma, ci fa diventare persone nuove, più coraggiose, più buone, più capaci di amare. È come se Dio ci desse una nuova energia per vivere meglio.

Il salmo ci invita a dire: “Grazie, Signore, per il tuo Spirito che rende tutto nuovo, anche me!”

SECONDA LETTURA – Prima lettera ai Corinzi (1Cor 12,3b-7.12-13)

DIVERSI MA UNITI DALLO SPIRITO

San Paolo scrive alla comunità di Corinto per spiegare una cosa importante: lo Spirito Santo non dà a tutti lo stesso dono, ma dà a ciascuno doni diversi.

Pensate a una classe: c’è chi è bravo in matematica, chi nel disegno, chi nello sport, chi sa raccontare belle storie, chi sa ascoltare gli altri quando sono tristi. Questi sono tutti “carismi”, cioè doni speciali. Paolo dice che questi doni vengono dallo Spirito Santo e che ognuno li riceve “per il bene comune”, cioè per aiutare gli altri.

Poi Paolo usa un’immagine bellissima: il corpo umano. Un corpo ha tante parti diverse – mani, piedi, occhi, orecchie – e tutte sono necessarie. La mano non può dire al piede: “Tu non servi!”. Ogni parte ha il suo compito. Così è la Chiesa: siamo tutti diversi, ma insieme formiamo un solo corpo, il corpo di Cristo.

Lo Spirito Santo ci unisce tutti in questa grande famiglia. Non importa se siamo ricchi o poveri, di un paese o di un altro: lo Spirito ci rende fratelli e sorelle.

VANGELO – Giovanni (Gv 20,19-23)

GESÙ DONA LO SPIRITO SANTO AI SUOI AMICI

È sera, il giorno stesso della Risurrezione. I discepoli sono chiusi in casa con le porte sbarrate perché hanno paura. Hanno paura che chi ha ucciso Gesù possa fare del male anche a loro.

All’improvviso Gesù appare in mezzo a loro e dice: “Pace a voi!”. Mostra le ferite delle mani e del fianco per far capire che è proprio lui, risorto. I discepoli passano dalla paura alla gioia immensa!

Gesù ripete: “Pace a voi!” e poi dice qualcosa di molto importante: “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Significa: “Adesso tocca a voi! Dovete andare nel mondo a raccontare quello che avete visto e vissuto con me”.

Ma come possono farlo se hanno così tanta paura? Gesù lo sa, e per questo fa un gesto speciale: soffia su di loro e dice “Ricevete lo Spirito Santo”. È come quando Dio creò Adamo e soffiò su di lui per dargli la vita. Gesù soffia sui discepoli per dare loro una vita nuova, la forza dello Spirito.

Con questo dono, i discepoli ricevono anche il potere di perdonare i peccati, cioè di aiutare le persone a riconciliarsi con Dio. È un compito grande, ma con lo Spirito Santo diventa possibile!

Un semplice infografica

In bianco e nero per essere colorata, subito sotto.