Fraternità Gesù Risorto – Commento al Vangelo di domenica 17 maggio 2026

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San Luca ci racconta che Gesù si è fatto presente agli apostoli per «quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio». Ha parlato del regno dei cieli già cominciando la sua vita pubblica, e ha continuato a descriverlo con parabole e racconti. Anche sulla croce è risuonata la parola «nel tuo regno», pronunciata dal ladrone, e lui l’ha cambiata dicendo «nel paradiso». Ora, risorto, ancora parla «delle cose riguardanti il regno di Dio». Questo regno è costantemente presente alla mente di Gesù, ai suoi desideri, e vuole che lo sia anche per i suoi discepoli. Sarà presente anche nella loro preghiera, tanto che Gesù ha insegnato a dire al Padre: «Venga il tuo regno». Come mai un’insistenza così continua? Ce n’era di bisogno?

Pare che i discepoli non siano mai stati attenti e non abbiano mai capito, tanto che persino dopo la sua risurrezione chiedono: «È questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Quando sentivano la parola regno, pensavano a quello di Davide, non ad un’altra realtà, ad un regno cioè che sia formato da uomini di tutti i popoli, di tutte le nazioni, di tutte le lingue, un regno che non pensa a fornirsi di un esercito, ma soltanto si premura che tutti siano fratelli ubbidienti all’unico Signore, proprio a Gesù, che potranno chiamare re a tutti gli effetti. Non riuscivano a cambiare l’idea di regno, rimaneva sempre in loro l’idea di un regno mondano. Comprenderanno dopo che Gesù non sarà più visibile, e manderà dal Padre, come aveva promesso, «la forza dallo Spirito Santo».

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Saremo impegnati quindi, – così ci esorta l’apostolo che scrive agli Efesini -, ad approfondire la nostra conoscenza di Dio tramite gli insegnamenti di Gesù. Sapremo come dev’essere orientata la nostra speranza, e godremo della sua gloria che si manifesta con grande forza. Dio lo vedremo sempre ormai in compagnia di Gesù, «seduto alla sua destra», al di sopra di ogni realtà che finora abbiamo considerato importante e suprema. Lui, un vero re! Gesù e Dio, il Padre, anche ai nostri occhi saranno un tutt’uno: non li separeremo più. Questa sarà la caratteristica della nostra fede e del nostro amore. Non solo, anche noi, come Chiesa, persone radunate da lui insieme a lui, saremo partecipi della sua autorità divina. Saremo però attenti, molto vigilanti, a non considerare l’autorità come un qualcosa che si distingue dall’amore: Dio è e sarà sempre soltanto amore! E noi con lui, sull’esempio di Gesù crocifisso!

«A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra», confida Gesù ai Dodici. Non lo dice perché ubbidiscano ciecamente, ma perché lo conoscano, e abbiano in lui la stessa fiducia che merita il Padre nostro. Avendo fiducia possiamo amarlo e ubbidirgli per amore, e la prima obbedienza è questa: essere ovunque portatori del suo Vangelo. Non abbiamo nessun’altra ricchezza da donare agli uomini che questa. Le ricchezze materiali disturbano la fraternità, confondono l’amicizia, fanno sorgere invidie e gelosie, bramosie e avidità.

L’unica ricchezza non dannosa, anzi, che fa maturare l’umanità e la bontà in tutti, grandi e piccoli, uomini e donne, è proprio il Vangelo, la Parola che Gesù ha continuamente provato a seminare in noi. Questa è la ricchezza che può fare il giro del mondo, e lo cambia veramente. Il Vangelo sarà accompagnato dal battesimo: un gesto concreto dove sono in azione sia l’amore di Dio che la volontà dell’uomo. Dio riversa nel battezzato la sua vita di comunione e di santità, e l’uomo rimane impegnato, anzitutto, a rinunciare a tutto ciò che viene proposto dal mondo che sta sotto il potere del maligno.

Prima di scomparire dalla vista degli apostoli, Gesù promette di essere sempre presente nella loro vita fino al compimento, al compimento del regno e di tutta la benevolenza del Padre. I due di Emmaus avevano già avuto esperienza di questo: appena i loro occhi non lo videro più, egli divenne quanto mai presente nel loro cuore, tanto da dar loro forza e gioia di tornare a Gerusalemme nonostante il buio della notte e la fatica della salita.

Noi con i nostri occhi non vediamo mai Gesù, eppure, sapendo che è seduto alla destra del Padre, la sua Parola con tutti i suoi insegnamenti sono in noi una forza e una gioia costante. Diffonderemo l’amore, il perdono, la volontà di comunione e di pace, che riempiono di gioia la terra. Gesù risorto e asceso alla destra del Padre è davvero presente e operante in questa sua Chiesa, di cui noi indegnamente siamo membra.

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