Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 9 maggio 2026

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La frase di Gesù è uno schiaffo alla nostra idea addomesticata di cristianesimo.

Non dice: «Se sarete bravi vi applaudiranno».

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Dice: «Se sarete miei, vi odieranno».

La persecuzione non è un incidente, è un sigillo.

È il marchio del Vangelo autentico, quello che entra nelle vene del mondo e provoca rigetto.

Perché il mondo — con la sua logica di potere, apparenza, possesso — non sopporta la libertà dei figli di Dio.

E allora la domanda diventa:

Se nessuno si oppone alla mia testimonianza… sto davvero testimoniando Cristo?

Se nessuno mi contraddice, se non disturbo nessuno, se piaccio a tutti…

forse non sto annunciando il Vangelo, ma me stesso.

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Un cristianesimo che non crea attrito, che non scuote, che non smaschera le menzogne del mondo,

è un cristianesimo che ha perso il suo sale.

La persecuzione, piccola o grande, non è da cercare, ma da accogliere come verifica:

qualcosa in me assomiglia talmente a Cristo da generare la stessa reazione che hanno avuto con Lui.

Il mondo non odia Cristo perché è cattivo,

ma perché Lui è luce, e la luce mette a nudo ciò che è nascosto.

Chi vive davvero il Vangelo diventa specchio di quella luce. E il mondo, abituato alle sue ombre, si sente disturbato.

Non dobbiamo temere.

La persecuzione non è la fine della missione, è il suo inizio.

È la garanzia che stiamo camminando sulla strada giusta: la Sua.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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