Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 5 maggio 2026

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Prima di lasciare il mondo, Gesù consegna ai suoi non una parola, non un sentimento, ma una realtà viva: la sua pace. Una pace che non assomiglia a quella del mondo, fragile, negoziabile, piena di condizioni. La pace di Cristo è una presenza, non un’emozione: è Lui, il Risorto, che rimane nel cuore di chi lo ama e custodisce la sua Parola.

Ed è proprio qui la provocazione:

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credi davvero che la pace di Cristo è già dentro di te?

Perché se è dentro, allora nessuna tempesta può portar via ciò che Lui ha messo. Neppure il Maligno. Gesù lo dice chiaramente: quella pace non può essere rubata, non può essere corrotta, non può essere spenta. È più forte delle nostre paure, dei nostri sbagli, dei nostri nemici interiori.

La pace di Cristo è corazza: avvolge il cuore, protegge la mente, difende l’anima.

È la pace che ti fa stare in piedi quando tutto sembra crollare.

È la pace che ti ricorda chi sei: figlia amata, figlio amato, non orfano, non perduta, non abbandonato.

È la pace che apre gli occhi e ti fa vedere che non sei mai sola nella battaglia spirituale.

Allora oggi vale la pena chiedersi:

Se ho perso la pace… davvero me l’ha rubata qualcuno o l’ho lasciata cadere io?

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Sto lottando con le mie forze o sto permettendo al Risorto di lottare in me?

Vivo come una figlio amato o come una orfana spaventata?»

Perché la vera pace non è ciò che cerchi fuori:

è Chi abita dentro.

E se Cristo abita, allora la tua vita è già custodita.

E il male può bussare… ma non può entrare.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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