La sesta domenica di Pasqua che celebriamo oggi ci prepara alla solennità dell’Ascensione del Signore e a quella di Pentecoste. I riferimenti sono chiari, nel testo del vangelo di Giovanni che oggi ascoltiamo e meditiamo.
In sintesi siamo chiamati ad amare Dio, ad osservare i suoi comandamenti e a rimanere, mediante la grazia che i sacramenti ci donano, in comunione con Lui e con tutti gli esseri del mondo, perché tutto nasce dall’amore e tutto approda all’amore. La creazione e la redenzione sono atti di amore di un Dio che è solo Amore e Misericordia.
- Pubblicità -
Lo fa capire in modo semplice e lineare Gesù stesso, che parlando ai suoi discepoli dice parole precise e senza fraintendimenti: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre……”. L’amore porta alla comunione con Dio Uno e Trino, come è facile capire dal testo di Giovanni.
C’è quindi uno stretto rapporto tra amore ed osservanza della legge del Signore. Chi ama si adegua alla persona amata e nel caso specifico a quanto Dio ha rivelato e Cristo ci ha insegnato, fino a dare la vita per noi. Un amore che va corrisposto e potenziato con la nostra presenza dello Spirito Santo che qui è definito Paràclito, ovvero Consolatore.
La partenza di Cristo, con la sua ascensione al cielo poteva generare nel gruppo degli apostoli scoraggiamento e isolamento, paura e preoccupazione di restare per sempre senza guida ed orientamento; Gesù interviene con la sua parola che rassicura e dice con assoluta verità che non li lascerà orfani, ma verrà di nuovo a loro, alla Chiesa e al mondo. Il mondo non lo vedrà più, ma i discepoli continueranno a vederlo nella fede. Chi non ha fede non può vedere Dio, per questo Gesù dice che il mondo non lo vedrà. Noi ora continuiamo a cercarlo e a vederlo nell’amore!
Fonte: Missio Ragazzi
