p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di sabato 2 maggio 2026

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INCIAMPANDO SU TRACCE DI DIO DOVUNQUE

Gv 14,7-14

Mostraci il Padre,
e ci basta.

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Parole grandi,
perfino troppo.
Davvero Dio ci basta?
Alzi la mano chi risponde
di sì,
con il cuore che non esita.

Teresa d’Avila cantava:
solo Dios basta.
Ma subito dopo aggiungeva:
“se sarò salva lo devo, dopo Dio, agli amici”.

Allora Dio non basta più,
neppure a te,
grande mistica?
Anche il tuo cuore
ha bisogno di persone?

Signore, mostraci il Padre. Vogliamo vedere,
toccare,
ascoltare,
sentire Dio.

Pensare Dio
non basta a nessuno.

I cinque sensi sono
i nostri promontori
attraverso i quali
ci addentriamo
nel mare del mondo,
sono le antenne
con cui lo esploriamo.

Mostraci il Padre…
perché Dio
non resti un’idea,
non sia un fantasma.

Lo chiedono i salmi:
“mostraci il tuo volto, Signore”.

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E l’amato del Cantico
dei Cantici prega:
“il tuo viso fammi vedere,
la tua voce fammi sentire”.

La risposta di Gesù:
chi vede me,
vede il Padre.

Guardi Gesù,
come vive,
come ama,
come accoglie,
come si muove libero
e regale fra le cose,
come parla,
come muore,
e capisci che
un uomo così
non può essere che Dio.

Vedi Dio in un uomo.

E vedo che il grande
è rivelato nel piccolo,
che Dio lo vedi in un uomo.

Che lo Spirito si fa carne;
il Verbo mette
la sua tenda nel nostro accampamento;
il cielo è seminato
nella terra,
l’universo in un atomo.

MA È COSÌ BELLO
TUTTO QUESTO:
che Dio non stia
al di là delle stelle,
ma qui in questo nostro vivere, patire, sorridere, dubitare, inciampare, osare, tentare amore
e felicità.

É così bello che noi,
col nostro passo breve,
si possa “camminare” Dio,
che è il vicino/lontano.

BEATI i puri di cuore perché vedranno Dio.
Beati quelli che hanno occhi tanto limpidi
da vedere tracce di Dio dovunque:
nelle spirali delle galassie e negli occhi di un bambino, nel misterioso servizio è alla vita del piccolo insetto,
nel gemito e
NELLA GIOIA
DI OGNI CREATURA
SOTTO IL SOLE.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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