La fondazione della Chiesa
Dopo aver meditato sull’identità pastorale di Cristo (la domenica del Buon Pastore) questa domenica ci soffermiamo sull’identità pastorale della Chiesa: è una bella testimonianza che ci offre la comunità apostolica.
Gli apostoli, animati dallo Spirito di Pentecoste manifestano un vero saper fare pastorale. Una crisi appare nella giovane chiesa di Gerusalemme. Il gruppo è cresciuto e due gruppi sono entrati in concorrenza: un gruppo minoritario che ha conosciuto il Signore e parla aramaico erano originari della Palestina, un altro viene dall’insieme del mondo mediterraneo. Costituito da immigrati e, senza dubbio, mossi dagli eventi della Pentecoste. Questione di lingua, cultura, origine…. Gli apostoli devono prenderne coscienza. Decidono di convocare l’assemblea. Dopo la consultazione la decisione è presa all’unanimità (ver. 5). La minoranza ha capito. La sua identità è riconosciuta e valorizzata. Possono essi stessi proporre i responsabili che desiderano e ottengono il gradimento degli apostoli (ver. 3).
Coloro che decidono convocano l’assemblea. Consultazione, decisione all’unanimità, minoranza disponibile, riconosciuta la sua identità, proposta dei responsabili da essa stessa e ottenuto il gradimento degli apostoli. Questa la sintesi dell’agire dell’assemblea.
Al servizio della solidarietà sono eletti alcuni che conoscono il greco: i “Diaconi”. L’assemblea aderisce alla creazione di questo nuovo ministero. Questa iniziativa prepara la chiesa agli stranieri “senza frontiere”. La scelta è consacrata da una liturgia della comunità in cui gli apostoli impongono le mani.
Caratteristico l’atteggiamento pastorale degli apostoli. Si rimettono al giudizio dei credenti. Ascoltano, ratificano le proposte che vengono fatte rinunciando essi stessi ad una parte dei loro incarichi. Si assiste ad un allargamento del ministero apostolico degli apostoli che non può essere considerato un modo occasionale di gestire le cose, ma un modo ormai normale dell’esercizio dell’autorità nella Chiesa.
La lettera di Pietro ci invita a considerare il ruolo dell’autorità nella Chiesa. Cristo è la Pietra viva, ma anche i lettori della lettera sono presentati come “Pietre vive”, non in una subordinazione gerarchica, ma come similitudine: esse possiedono in se stesse qualcosa dell’autorità fondamentale su cui la Chiesa è fondata. Tutti i membri della chiesa sono investiti di autorità. Una autorità sacra: sono uniti da un “sacerdozio regale”, sono “tempio spirituale” e fanno delle offerte spirituali. Pietro si fa estremamente discreto sull’autorità apostolica che è la sua.
Dove trovare il modello di autorità che si impone ai battezzati “pietre vive” della Chiesa? È solo Cristo la Pietra angolare. L’autorità di Cristo gli deriva dalla Croce perché è di là che otteniamo la nostra identità di Pietre viventi di questo tempio.
Partendo dall’obbedienza a Lui abbiamo tutti da esercitare una parte di autorità, come dimostrano gli Atti. Possiamo ascoltare ed essere ascoltati, decidere e chiamare, prendere delle responsabilità ed associare gli altri alle nostre responsabilità. È per l’attaccamento a Cristo sulla Croce che la Chiesa è fondata.
