don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 25 Aprile 2026

- Pubblicità -

Vangelo del giorno di Mc 16,15-20

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

- Pubblicità -

Parola del Signore.

“Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”.

È bello pensare che la festa odierna che ci fa ricordare l’evangelista Marco, coincida con una pagina del suo Vangelo che ci riposiziona nella maniera più giusta davanti alla vita e alla fede.

Credere non è mai un rinchiudersi nel proprio intimismo. La via di discesa al cuore che ogni percorso di fede ci chiama a fare deve coincidere anche con i passi in uscita verso i confini della terra.

Una fede che non diventa annuncio, che non diventa missione, è una fede usata solo come anestetico per i dolori della vita ma senza nessuna possibilità di cambiamento. Infatti solo quando accettiamo di uscire fuori da noi stessi comprendiamo meglio chi davvero siamo. Se le cose ce le tenessimo dentro senza mai manifestarle allora esse si ridurrebbero solo a dinamiche psicologiche.

La missione ci è necessaria per diventare davvero noi stessi. Una persona deve manifestare il bene che prova per la persona amata perché solo così diviene davvero se stessa, diversamente quell’amore trattenuto solo dentro, prima o poi diventa paranoia, e invece di dare gioia dà nevrosi.

“E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”.

I segni che accompagnano la missione sono segni di liberazione, di comunicazioni riprese, di affronto di situazioni difficili, di esperienze di guarigione. Ovunque viene annunciato il Vangelo il mondo non rimane mai uguale perché la liberazione che il Signore porta nel cuore delle persone si diffonde anche su tutto il resto.

- Pubblicità -

L’annuncio di un Vangelo che lascia tutto com’è non è annuncio. A questo proposito dovremmo domandarci se lì dove noi siamo le cose stanno cambiando. E questo a partire banalmente dalla bellezza dei luoghi, dalla cura delle strutture, dalla vicinanza alla gente, dal desiderio di una politica diversa, dalla nascita di esperienze di prossimità e così via.

Fonte.

Altri Articoli
Related

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 25 Aprile 2026

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.Dal...

Missionari della Via – Commento alle letture di domenica 26 aprile 2026

Pace e bene cari fratelli e sorelle, questa domenica...

Commento al Vangelo del 26 aprile 2026 – Sussidio Quaresima CEI

«Io sono la porta» (Gv 10,1-10) I primi versetti...

Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 24 aprile 2026

Gesù diventa cibo per noi. Ma non un cibo...