Gesù diventa cibo per noi. Ma non un cibo qualunque: è il Pane che non solo ci evita la morte eterna, ma ci rende capaci di vivere davvero. Vivere grazie a Lui, in Lui e per Lui.
Ma cosa significa, concretamente, ogni giorno?
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Significa lasciarsi nutrire da una Presenza che cambia il modo in cui guardiamo, ascoltiamo, scegliamo. Significa che non vivo più di reazioni, di istinti, di paure… ma di un Altro che abita in me.
Significa che non cerco l’Eucaristia come un rito che consola, ma come un fuoco che trasforma. Perché se il Pane che mangio è Cristo, allora il mio modo di amare, perdonare, servire, parlare e perfino di soffrire… deve profumare di Lui.
Se non mi lascio trasformare, l’Eucaristia resta un gesto devoto ma sterile.
Ha valore solo quando mi rende “vivente di Cristo”.
Allora il vero miracolo non è un Pane che non fa morire, ma un Pane che ti fa vivere come figlio, che ti spinge fuori da te e ti mette in cammino.
Gesù cibo per noi: è Lui che ci dà la vita. Noi possiamo solo decidere se lasciarci nutrire davvero.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
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