IL PASSO INVISIBILE: DIO CAMMINA TRA NOI
Gv 6,16-21
Vogliono farlo re,
e Gesù si ritira sul monte,
i discepoli lo aspettano
ma non succede nulla.
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E allora
abbandonano Gesù,
ritornano in città.
Loro abbandonano
e Gesù viene incontro…
Sono a metà del lago,
a circa 6 km da riva,
il punto più difficile.
La notte sul lago,
sull’abisso delle acque,
è metafora di ogni
esistenza umana:
sera e tenebra,
barca e burrasca ,
vento e terra,
sono parole evocative
per tutti.
Siamo tutti
nella stessa barca,
e alle volte ci pare
di non farcela.
C’è una salvezza, però:
Vedere nel buio
l’eterno incamminato.
Intuire, sentire,
amare,
patire una presenza.
Dio è Colui-che-viene,
non un fantasma lontano.
Viene e vede
la sottile paura notturna.
Allora dice le parole
più bibliche tra tutte,
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le più utili a noi:
Io-sono,
non abbiate paura.
Il contrario della paura
non è il coraggio,
l’audacia, l’ardimento,
la baldanza;
il coraggio è
una dote del carattere,
uno ce l’ha e uno no.
Il contrario della paura
non è il coraggio,
ma la fede.
Io-sono:
sono colui che cammina
vittorioso sulle acque,
simbolo della morte,
che cammina sulla morte.
Il versetto centrale
del salmo 76,
quello che è al centro
dei 150 salmi,
il versetto centrale
del salmo centrale dice:
Sulle acque passava
la tua via, ma
le tue orme rimasero ignote.
La via di Dio c’è,
anche se non riusciamo
a scorgere le orme
dei passi del Signore;
c’è e passa per dove
sembrava impossibile.
Il vangelo come il salmo
vede il passo invisibile:
Dio cammina fra noi.
Questa è la sostanza
della speranza.
Non piccole risposte.
Ma un Atto di fede
bellissimo:
che Israele,
i dodici,
che io mi trovo sulla riva
dello stesso mare ancora,
sulla riva
della stessa morte ancora,
ma che i passi di Dio
passano sul mare, di qua.
E che conducono
il suo popolo
su pascoli di onde,
che sembravano impossibili.
Nelle burrasche della vita.
Perché la bonaccia
non ha nulla da insegnare.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
