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p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di giovedì 2 aprile 2026

GESÙ É BACIO A CHI LO TRADISCE

In quell’ultimo giovedì,
al tramonto,
Gesù pronuncia
parole terribili
su del pane e del vino.

Parla di un corpo spezzato,
di sangue versato.
Di un uomo consegnato.

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Cosa è stata la vita di Gesù se non un continuo e appassionato consegnarsi?

Neppure il suo corpo ha tenuto per sé:
prendete e mangiate”.
Neppure il suo sangue:
prendete e bevete tutti”.

Sera del tradimento,
che inizia con l’abbraccio degli amici e termina in catene.

Sera dell’abbandono: e,
abbandonatolo,
fuggirono tutti.

È difficile immaginare una celebrazione dell’amore più realistica dell’Ultima cena.
Non ha niente di romantico,
è uno scontro con la complessità dell’amore, con i suoi conflitti e la sua vittoria finale.

È il momento della crisi,
quando Gesù passa per il fuoco.
Il momento in cui tutto è esploso,
tutto sembra finire.

Dice ai suoi discepoli semplicemente e liberamente
•che è arrivata la fine,
•che uno di loro lo ha tradito,
•che Pietro lo rinnegherà,
•che gli altri fuggiranno, nella notte, ingoiati dalla paura.

Eppure lava loro i piedi.

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Volete sapere qualcosa di voi e di me?
dice Gesù a discepoli e discepole di ogni tempo
Vi do un appuntamento:
uno che è posto in basso
.
Che cinge un asciugamano e si china a lavare i piedi ai suoi.

Li lava perfino a Giuda,
che lo tradisce
.

Chi è Dio? Il mio lavapiedi.
In ginocchio davanti a me.
Le sue mani sui miei piedi.
Davvero, come a Pietro,
ci viene da dire: no,
un Dio non può fare così
.
Tu sei tutto matto, Signore!

E Lui:
sono come lo schiavo
che ti aspetta,
e al tuo ritorno
ti lava i piedi
.

Ha ragione Paolo:
il cristianesimo è scandalo e follia
.

Questi sono i giorni
della
 “vendetta di Dio”,
quando si vendica
delle nostre fughe inginocchiandosi
ai nostri piedi.

Si vendica della nostra superficialità
entrando nel più profondo
di ognuno,
come pane
.

Adesso capiamo chi è
Gesù: è bacio a chi lo tradisce.

Non spezza nessuno,
spezza se stesso.
Non versa il sangue di nessuno,
versa il proprio sangue.
Non sacrifica nessuno,
sacrifica se stesso
.

Gesù, non ha fuggito la crisi,
l’ha affrontata
.
Ha preso il tradimento,
il fallimento dell’amore,
l’incomprensione dei suoi,
e invece di giudicare,
accusare,
rimproverare,
invece di rimandarli a casa, al lago, al banco,
alle barche,
perché non hanno capito,
non ce la fanno,
inventa qualcosa di inedito
per educarli ancora
,
per aiutarli ancora a capire,
per farli salire,
su verso il suo sogno
(Marina Marcolini
).

Avrebbe potuto lasciarli lì, ricominciare altrove.
Invece ha rilanciato la posta.

Voi mi consegnate
perché mi uccidano e
io mi consegno a voi
.

Quando non ci sarò più potrete ancora mangiare e bere di me.

Immensa vulnerabilità
dell’atto d’amore.
Bello è chi ti ama.
Bellissimo è chi ti ama
fino all’estremo
.

Inizia l’ultima notte,
•notte di preghiera senza risposte,
•di amici che invece di vegliare dormono,
ed erano i tre preferiti.

Notte del traditore chiamato “amico”
e della cattura
:

allora tutti lo abbandonarono
e fuggirono
.

Tutti per tutt’altra strada.
Via da quell’uomo pericoloso,
da quel reprobo.

Dimenticati gli anni del gioioso e libero vagabondare
lungo il lago
,
e il pane nelle ceste
che non finiva mai.

Adesso basta illusioni,
troppo rischioso stare con lui.
Infatti, bastano poche ore
ed è già tutto finito.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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