Commento al Vangelo del 29 marzo 2026 a cura di p. Alberto Maggi OSM
Dall’Osanna al “Crocifiggilo”: Comprendere il Vero Volto di Gesù con padre Alberto Maggi
Vi siete mai chiesti come sia stato possibile che la stessa folla che ha accolto Gesù al grido di “Osanna” sia stata la stessa a gridare “Crocifiggilo” solo poche ore dopo? In questo approfondimento al Vangelo di Matteo, padre Alberto Maggi ci guida attraverso le pieghe del testo sacro per svelare i malintesi e le speranze tradite di quella folla.
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Ecco alcuni punti chiave del suo commento:
- Un Re di Pace, non di Guerra: Padre Maggi sottolinea come la scelta di Gesù di cavalcare un asino — un animale da lavoro e non da guerra — sia un segno teologico preciso. Mentre la tradizione attendeva un “Figlio di Davide” guerriero e vittorioso, Gesù si presenta come un Messia pacifico, slegando finalmente quella profezia di Zaccaria che era rimasta “lettera morta” sotto il peso delle dottrine dell’epoca.
- Il Malinteso della Folla: C’è una differenza profonda tra il gesto dei discepoli e quello della folla. Mentre i discepoli mettono i mantelli sull’asino in segno di adesione alla missione di Gesù, la folla li stende a terra: un gesto di sottomissione a un sovrano da cui si aspettano potere e dominio. Il loro grido, “Osanna” (Salvaci!), non è solo gioia, ma un’invocazione carica di connotati guerrieri.
- Una Scossa per la Città: L’ingresso di Gesù a Gerusalemme provoca una “scossa” simile a un terremoto. La città non lo riconosce perché il suo messianismo non violento e la sua mitezza sono inaccettabili per chi cerca solo un liberatore politico che sostituisca un dominio con un altro.
- Oltre il Tempio: Il commento si spinge fino al gesto di Gesù nel Tempio. Non si tratta di una semplice “purificazione”, ma della denuncia di un sistema che mercifica Dio. Gesù mostra un Padre che non chiede offerte, ma che offre Se stesso agli uomini.
Padre Alberto Maggi ci invita a guardare oltre le apparenze della liturgia per scoprire un Gesù che non domina, ma serve, e che per questo viene rifiutato da chi cerca un Dio a propria immagine e somiglianza.
