don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 29 marzo 2026

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La Passione secondo Matteo: Il Compimento del Disegno Divino

In questo commento per la Domenica delle Palme, Don Fabio Rosini esamina il racconto della Passione secondo Matteo, evidenziando come ogni evento realizzi le Sacre Scritture. Don Fabio spiega che Gesù non agisce per caso, ma segue fedelmente il piano di salvezza del Padre, trasformando persino l’atroce sofferenza della croce in un supremo atto d’amore. Attraverso il richiamo al Salmo 22, viene mostrato come il dolore umano possa mutarsi in preghiera e speranza di risurrezione. Il testo invita i fedeli a riconoscere che, nonostante le ingiustizie e i mali del mondo, esiste sempre un disegno divino sottostante volto al bene. In conclusione, la Passione viene presentata come un’opportunità per fidarsi di Dio, permettendo alla grazia di trasformare ogni prova in un’occasione di redenzione.

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Il Vangelo della domenica, commento a cura di Don Fabio Rosini. La Domenica delle Palme è la Domenica di Passione. Dopo aver ascoltato la proclamazione dell’ingresso messianico di Gesù glorioso a Gerusalemme, con tutto questo rito delle palme e dei rami di ulivo che viene fatto nella liturgia, abbiamo la proclamazione della Passione per intero. Leggiamo troppo poco la Passione nella liturgia; noi dovremmo più spesso meditare la Passione di Cristo, che è un po’ il cuore di tutti i Vangeli, poiché tutti e quattro sono centrati su questo racconto finale. Quest’anno, essendo nell’anno A, ascoltiamo fondamentalmente il Vangelo di Matteo, ed è appunto questa la Passione che proclamiamo.

Se vogliamo provare ad ascoltare in modo unitario la Passione di Gesù secondo Matteo, notiamo che molte volte, esplicitamente o implicitamente, vengono citate le Scritture, con il ritornello: “Tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture“. Questo elemento pervade quasi ogni capoverso del racconto; mentre negli altri evangelisti tale elemento è forte, in Matteo è fortissimo. Perché questa caratteristica? Forse perché l’evangelista vuole certificare la veridicità delle cose che racconta, attestando che questo era scritto. La Parola di Dio non ha bisogno di autocertificarsi o stare sulla difensiva, ma è propositiva e creatrice.

Cosa vuole dirci l’evangelista con questo stile? Capiamo una cosa: che Gesù non sta improvvisando. Come un musicista suona leggendo uno spartito, così Gesù sta eseguendo il piano del Padre; Egli non sta cercando cosa fare, ma viene dal Padre e ne compie il piano. Notiamo, infatti, che l’ultima parola detta da Gesù nella Passione secondo Matteo è la citazione di un salmo, il Salmo 22, citato addirittura in ebraico: “Elì, Elì, lemà sabactàni“. Questa non è solo l’espressione del Suo dolore, ma la chiave per capire tutta la Passione. Dobbiamo leggere quel salmo tutto intero, fino alla gloria e alla resurrezione che compare nella seconda parte, per capire dove porta il Suo dolore. È proprio vero quel che diceva San Girolamo: “Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo“.

Quando la salvezza entra nella nostra esistenza, inizia a svelarsi che la nostra storia non è solo una concatenazione di atti umani, ma che c’è in atto anche un disegno di Dio, ed è sempre un disegno di salvezza. Esistono le responsabilità umane, le colpe, le ingiustizie e il male, e chi commette ingiustizie ne renderà conto a Dio. I dolori vanno leniti, curati e, se possibile, evitati; ma sempre c’è un piano di Dio soggiacente. Malgrado il male che noi facciamo o subiamo, Dio sa trarre fuori il bene dal male e ha un solo progetto: vuole che tutti gli uomini siano salvati.

Se Dio ha salvato il mondo per mezzo del più grande dei delitti, la Croce di Cristo, e ha rovesciato in salvezza il male che Cristo ha subito, la nostra fede annunzia che anche nel dolore immenso di tanti, nei lutti e nei disastri sanitari ed economici che colpiscono i più deboli, tutto può divenire salvezza da parte di Dio. Non è un meccanismo automatico, ma un’offerta: la Croce di per sé è solo un patibolo, ma Cristo l’ha fatta diventare un atto di amore. Questa è l’occasione presente: leggendo la Passione, capiamo che qualunque cosa stiamo vivendo è un’occasione per fidarci di Dio, abbandonarci ai Suoi disegni e compiere la Sua santa volontà.

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Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 22 marzo 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).