Con le lacrime agli occhi per la morte dell’amico Lazzaro, Gesù invita a credere nel Dio della vita anche nel momento del dolore. Il segno da lui compiuto fa capire a noi cristiani che la morte non avrà l’ultima parola.
Il racconto della risurrezione di Lazzaro è una delle “storie di segni” che ci racconta l’evangelista Giovanni. Si tratta qui di presentare Gesù quale unico vincitore della morte, il quale presenta se stesso, dicendo: «Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me non morirà in eterno» (vv. 25-26).
Che Dio abbia il potere di vincere la morte è già la convinzione dei racconti degli ultimi scritti dell’Antico Testamento. Ma il racconto del Vangelo di oggi va oltre questa speranza futura, perché vede già date in Gesù “la risurrezione e la vita”.
Quanti credono in Gesù hanno già una parte di questi doni della fine dei tempi. Essi possiedono una “vita senza fine”, che la morte fisica non può distruggere.
Fonte: per gentile concessione di don Sergio Carettoni dal suo blog.
