Ti sei mai guardato allo specchio dopo che qualcuno ti ha giudicato da lontano e hai sentito dentro un leggero senso di “non bastare”? O peggio, hai mai fatto qualcosa di buono per essere visto, per collezionare like, applausi, consensi?
Oggi la Parola ci porta dentro questa domanda radicale: non è tanto cosa facciamo, ma perché lo facciamo.
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Nel Vangelo leggiamo: «Quando digiunate, non assumete aria mesta come gli ipocriti… ma profumatevi il capo e lavatevi il volto». Gesù non ci chiede di nasconderci, ma ci invita a vivere la fede dal cuore, non dalla “foto perfetta”.
La cenere che riceviamo oggi non è un accessorio di moda o un rito superstizioso, ma il segno di una verità umana profonda. Nell’antico Israele, gettare cenere su di sé era un gesto potente di penitenza e umiltà, un modo per dire a Dio e a se stessi “sono fragile, ho bisogno di te”.
Il profeta Gioèle nella prima lettura grida: «Lacerate il cuore e non le vesti», cioè, non serve solo mostrarsi tristi o buoni, dobbiamo cambiare dentro.
Oggi siamo calati in un modo di vivere dove tutto deve essere visibile, postabile, confrontabile. E la Quaresima ci riporta a un’esperienza autentica, quella della conversione che non è un vestito da indossare, ma un cuore da rinnovare.
In mezzo alle chat, ai reel, alle classi e ai corridoi dove ci confrontiamo ogni giorno, la sfida è quella di vivere con sincerità è fare il bene perché è vero, non perché porta applausi. La cenere ci ricorda i nostri limiti, ma anche che il dono gratuito di Dio ci rialza, ci purifica, ci spinge oltre.
Ora è il tempo di aprire il cuore, e lasciare che Dio lo riempia di speranza.
E tu? Dove cerchi la tua speranza? In cosa hai bisogno di rinnovarti?
don Domenico Bruno
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Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canaleYOUTUBE
