Gesù oggi ci disarma con il suo “Ma io vi dico”.
Non fissa un nuovo codice di regole: spalanca un modo nuovo di vivere. Va oltre la Legge perché guarda al cuore, alla sacralità della vita e al rispetto integrale di ogni persona. Per Lui l’altro non è mai un fastidio da tollerare, un nemico da evitare, un oggetto da usare. È sempre un fratello.
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Il grande salto che Gesù chiede è questo: non basta “non uccidere”, “non tradire”, “non giurare il falso”.
Il problema non è la legge… è il cuore.
Perché noi possiamo non uccidere nessuno, ma distruggere molti con una parola.
Possiamo non tradire nessuno, ma vivere con doppiezza.
Possiamo non giurare il falso, ma manipolare, distorcere, colpire.
E allora Gesù va dritto alla radice:
il vero peccato è ferire la dignità dell’altro, anche in modo sottile.
La vera conversione è imparare a custodire la vita dell’altro come fosse la nostra.
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La provocazione di oggi è forte:
Noi cristiani difendiamo la vita nei principi, ma spesso la uccidiamo nei rapporti.
Difendiamo i comandamenti, ma fatichiamo a vivere il Vangelo.
Siamo religiosi osservanti, ma poco fratelli.
E qui arriva il punto decisivo, quello che cambia tutto:
Ognuno di noi dovrebbe fermarsi e chiedersi in ogni situazione: “Ma cosa mi direbbe di fare Gesù, adesso?”
Non cosa direbbe la gente.
Non cosa direbbe la legge.
Non cosa direbbe la mia rabbia o il mio orgoglio.
Cosa direbbe Gesù?
Cosa farebbe Gesù davanti a questa persona che mi irrita?
A questa ingiustizia?
A questa ferita che porto dentro?
Il Vangelo oggi non ci chiede più sforzi, ma più luce.
Non più regole, ma più amore.
Non più apparenza, ma più verità nel cuore.
Il “Ma io vi dico” di Gesù è un invito ad alzare lo sguardo:
non accontentarti del minimo, scegli la misura dell’amore.
Perché solo così il mondo cambia davvero: partendo dal tuo cuore che si lascia convertire, relazione dopo relazione.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
