Ricordi il caso di ragazze e ragazzi travolti da odio online per una frase detta male, un errore, una scelta controcorrente? La rete agisce chiedendo subito una “testa”, non ascolta, non aspetta.
Nel Vangelo di oggi succede qualcosa di simile, ma senza schermi: Giovanni Battista viene eliminato perché dice la verità, perché disturba, perché non si adegua. Anche noi viviamo in un mondo dove dire ciò che è giusto può costare caro, dove il silenzio sembra più sicuro della coscienza.
Possiamo riconoscerci in Erode che sa che Giovanni è giusto, lo stima, lo ascolta, ma resta bloccato dallo sguardo degli altri. Non sa agire da uomo davvero libero perché è schiavo dell’approvazione altrui.
Il vassoio su cui viene portata la testa del Battista è l’immagine forte di una vita ridotta a oggetto, a spettacolo, a prezzo da pagare per non perdere la faccia. Eppure Giovanni resta libero, anche da morto.
Davide, nella prima lettura, aveva capito che la grandezza non nasce dal consenso ma dalla fedeltà a Dio, anche quando costa.
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Sai, nei banchetti di corte del tempo di Gesù, i giuramenti fatti davanti agli invitati erano considerati sacri, romperli significava perdere onore pubblico; Erode sceglie l’onore invece della verità. Sant’Agostino commenta: “Meglio subire l’ingiustizia che compierla”.
Oggi, nelle relazioni, a scuola, nei gruppi, sui social, siamo spesso tentati di usare parole come colpi o di stare zitti per paura di essere esclusi. Il Vangelo ci dice che la verità non uccide, bensì libera! E anche se sembra perdere, in realtà prepara l’infinito.
E tu, su quale vassoio stai mettendo la tua vita?o di avvicinarci, di toccare la vita ferita degli altri con rispetto e speranza. E se sembra “tardi”, Cristo ci ricorda che Lui è più grande del tempo e con Lui ogni cuore può risorgere.
don Domenico Bruno
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