Missionari della Via – Commento alle letture di domenica 1 Febbraio 2026

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Il Vangelo di oggi ci presenta il brano delle Beatitudini che sono un po’ come la magna charta del cristianesimo.

Esse ci offrono il programma della felicità cristiana e vogliono essere il ritratto dell’uomo in cammino verso la santità, così come Dio vuole: «siate perfetti come perfetto è il padre vostro che è nei cieli».
Gandhi diceva che le parole delle Beatitudini sono «le parole più alte del pensiero umano» (Mt 5,48).
Esse ci dicono il desiderio di un mondo migliore fatto di bontà, di sincerità, di giustizia, senza violenza e senza menzogna; insomma, tutt’altro modo di essere uomini.

«Con il termine “beatitudine” (la formula aggettivale “beato/i”) nella tradizione biblica s’intende definire la condizione di “gioia piena”, di felicità profonda, di compimento autentico della persona benedetta da Dio» (Giuseppe De Virgilio).
Il beato, il sapiente di cui parla il Vangelo di oggi, è colui che sa cogliere e vivere bene il momento presente, anche quello più difficile, perché sa che non è l’ultima parola.
Infatti, le beatitudini hanno tre parti.
La prima parte, sempre uguale, è la definizione: beati.
La seconda parte è la condizione: i poveri, i miti, coloro che piangono, coloro che sono perseguitati.
E la terza parte è la conseguenza: coloro che sono poveri, coloro che piangono, coloro che sono perseguitati riceveranno in eredità il Regno dei cieli!

Le parole di Gesù dicono a tutti i delusi di oggi: smettetela di essere tristi e sfiduciati, ascoltate la notizia bellissima: Dio è per voi.
Per voi che soffrite, per voi che siete dimenticati, per voi che piangete, per voi che siete perseguitati.
Dio è con voi e per voi!
Il Regno di Dio non è in un domani lontano ma è già oggi, come dice la prima beatitudine che è al presente: «Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei cieli!».

«Il Regno di Dio è dei poveri in spirito.
Ci sono quelli che hanno i regni di questo mondo: hanno beni e hanno comodità.
Ma sono regni che finiscono.
Il potere degli uomini passa e scompare.
Le ricchezze di questo mondo se ne vanno, e anche il denaro.

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I vecchi ci insegnavano che il sudario non aveva tasche.
Nessuno si porta nulla.
Queste ricchezze rimangono qui.
Il Regno di Dio è dei poveri in spirito.
Regna veramente chi sa amare il vero bene più di sé stesso.

E questo è il potere di Dio.
In che cosa Cristo si è mostrato potente?
Perché ha saputo fare quello che i re della terra non fanno: dare la vita per gli uomini.
E questo è vero potere.
Potere della fratellanza, potere della carità, potere dell’amore, potere dell’umiltà.

In questo sta la vera libertà: chi ha questo potere dell’umiltà, del servizio, della fratellanza è libero.
A servizio di questa libertà sta la povertà elogiata dalle Beatitudini» (Francesco).

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