mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 1 febbraio 2026

- Pubblicità -

Beati coloro che amano!

I gesti parlano. Siamo su una collina, i Vangeli parlano di montagna, Gesù mette i suoi passi su quelli di Mosè, il grande legislatore del Sinai. Il Signore si siede nell’atto di insegnare, circondato da coloro che lo hanno seguito. Propone la carta per il Regno che annuncia.

Ogni precetto di questa legge comincia con la Parola “beati”. Immaginiamo il nostro Codice civile italiano che cominci con questa parola per una promessa di felicità. Gesù presenta il suo messaggio come un cammino di felicità. Ma di quale felicità si tratta? Come attenderla e accoglierla?

La felicità del Cristo. Gesù rende continuamente grazie al Padre “perché hai nascosto queste cose…”: Gesù gode e si stupisce a contatto con la fede che incontra. La sua comunione col Padre era la sorgente di questa gioia intensa che voleva partecipare ai suoi discepoli: “Che la mia gioia sia in voi e la Vostra gioia sia piena”.

Le beatitudini sono il ritratto di Gesù. Il messaggio evangelico non è esteriore alla persona. Non è una proposta, ma ci viene trasmesso come via al Padre. Il Regno è Cristo stesso. Le beatitudini non dicono altro che il vissuto di Gesù. Il Figlio del Padre ha voluto situarsi nella povertà del cuore, si è fatto mite ed umile. Ha pietà della sofferenza e compassione. È misericordioso con i peccatori. Fa la pace attraverso il sangue della sua Croce. Ci invita a condividere le beatitudini con Lui. Conosce le difficoltà. Ci accompagna sul cammino di una felicità difficile, ma senza limiti.

“Un avvenire”. Nel Vangelo di Matteo le beatitudini sono al futuro. Presentando la realizzazione nell’avvenire il Signore non ci aliena dall’oggi? Ci convince a firmare una cambiale in bianco la cui garanzia è soltanto la sua Parola? Il cristianesimo non è stato accusato spesso di rassegnazione aspettando di rimettere in ordine nell’aldilà?

Certamente le beatitudini annunciano un “A-venire” che contrasta con la situazione attuale dei discepoli. Potremmo dire “felicemente”. Perché questi valori evangelici di povertà di cuore, di dolcezza, di misericordia, di pace e di coraggio nelle prove per Cristo sono una apertura sul mondo diverso, un mondo verso il quale noi andiamo, un mondo in cui Dio stesso è già presente, come Colui che consola, che opera misericordia, dona il Suo Amore a coloro che prendono il Vangelo come regola della loro vita.

Vivere al presente. Questo mondo, così differente in cui le situazioni sono controverse, complesse, si dice, non è rimandato alle calende greche di un futuro incerto. È già presente: “Il Regno di Dio è in mezzo a voi”. Gesù guardando i suoi fa delle felicitazioni ai suoi discepoli: “Beati voi che avete fatto la scelta della semplicità, della dolcezza, delle tenerezza e della pace!” e “Voi siete ben avviati sulla via del regno!”

Si parla di un futuro immediato, quello di un contrario al mondo, del mondo attuale in cui Dio stesso rimette le lancette dell’orologio, dell’ora. Sull’altra faccia della realtà, Dio è sorgente di una pace infinita, della bellezza dell’amore. Le beatitudini si possono riassumere così: “Beati coloro che amano veramente!”.

Le Beatitudini non sono l’apologia di una vita beata e passiva. Al contrario invitano ad un impegno concreto proposto come via verso la felicità. La povertà del cuore è rifiuto di lasciarsi investire dai beni materiali, la dolcezza è rigetto della violenza. Le lacrime sono quelle della compassione cordiale che fa comprendere con simpatia colui che soffre. La purezza di cuore è sinonimo di trasparenza. Fare la pace suppone la volontà di realizzare la riconciliazione. La persecuzione per Cristo è conseguenza dell’impegno ad aggiustare la propria vita al vangelo che non avviene senza coraggio e lotta. La felicità delle beatitudini è spesso contro corrente. Le Beatitudine sono il volto del mondo che verrà.

Fonte

Altri Articoli
Related

Paolo de Martino – Commento al Vangelo del 1 febbraio 2026

La formula della felicità. Matteo inizia il lungo discorso della...

p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di sabato 31 Gennaio 2026

MI IMPORTA DI TE! La nostra vita ècome il mare...

p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 1 febbraio 2026

Cos’è la felicità? Tutti cerchiamo la felicità, ma sembra che...

Mons. Nazzareno Marconi – Commento al Vangelo di domenica 1 febbraio 2026

Il commento al Vangelo di domenica 1 febbraio 2026...