don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 28 gennaio 2026

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La Carità è la fioritura della fede

Mercoledì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) – San Tommaso d’Aquino

«Ascoltate!» L’insegnamento di Gesù inizia con l’invito a prestare attenzione, cioè a tenere ben aperti gli occhi del cuore, per poter vedere l’azione di Dio, ascoltare il suo insegnamento di vita ed essere capaci di operare nello stesso modo. Marco nel suo racconto preferisce soffermarsi maggiormente sui fatti piuttosto che organizzare i detti di Gesù in discorsi.

L’evangelista inserisce questo piccolo discorso di Gesù, fatto di parabole, perché esso aiuti i discepoli a interpretare alla luce della fede la propria vita. La fede non è altro che la relazione con Dio il cui frutto si rivela nella relazione fraterna all’interno della comunità.

La fede è il dono di Dio che, spargendo il seme ovunque, cerca ogni uomo senza calcoli e condizioni per offrirgli la sua amicizia. L’effetto della semina, ovvero della missione evangelizzatrice di Dio, dipende dalla risposta dell’uomo e dal grado di apertura e d’intimità che realizza con Lui. La fede è una realtà divina e umana, come tale Dio, gettandosi nei solchi della umanità, si sottopone alla legge della crescita che comunque prevede un processo. Nella fede, come nella natura umana e ancora di più nelle relazioni personali, non ci sono automatismi. Il processo di crescita va guidato e accompagnato se si vuole che raggiunga il suo culmine.

Chi ha cura di coltivare la sua relazione con Dio, rimanendo in contatto con Lui, matura umanamente e spiritualmente nella relazione personale e nella comunicazione dei beni spirituali che si chiama comunione. Tuttavia, questo processo di crescita potrebbe bloccarsi quando tale relazione con Dio non è custodita o è abbandonata e lasciata a se stessa.

Ancora, quando la relazione è impostata sul piacere o il benessere psico-fisico, quando cioè ci si ferma alla sola emozione piacevole ricercata o avvertita; per cui quando le prove della vita mettono in crisi questa impalcatura fragile, la relazione finisce. La relazione con Dio e con gli altri deve gradualmente scendere in profondità, coinvolgere l’intelligenza e la volontà, in modo che la radice sia profonda. Ma quando ci si lascia prendere dalle urgenze le persone passano al secondo posto.

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Da qui l’invito ad avere cura della propria fede non delegando ad altri l’arte della sua coltivazione. Nella misura in cui ci si lascia accompagnare da Dio, attraverso la Chiesa che è la comunità dei discepoli riunita attorno a Gesù, il terreno incolto e refrattario può diventare fertile. La carità fraterna è la fioritura della fede.

Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera

Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna

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