Commento alle letture della liturgia del 28 Gennaio 2026

- Pubblicità -

Tempo Ordinario III, Colore Verde – Lezionario: Ciclo A | Anno II, Salterio: sett. 3

Quando Dio semina la sua promessa nel cuore

C’è una Parola che non si impone con rumore, ma chiede ascolto.
Una Parola che non costruisce muri, ma dimore interiori.
Oggi la liturgia ci accompagna in un cammino delicato e profondo: Dio promette, Dio rimane fedele, Dio semina. E tutto dipende da come il nostro cuore accoglie ciò che Lui dona.

2Sam 7,4-17

Io susciterò un tuo discendente dopo di te e renderò stabile il suo regno.
Dal secondo libro di Samuèle

In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d’Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi avete edificato una casa di cedro?”.
Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.
Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. Se farà il male, lo colpirò con verga d’uomo e con percosse di figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio amore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso di fronte a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».
Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione.

Parola di Dio.

- Pubblicità -

Dal Sal 88 (89)

R. La bontà del Signore dura in eterno.

Tu hai detto, Signore:
«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono. R.

Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre, 
mio Dio e roccia della mia salvezza”. 
Io farò di lui il mio primogenito,
il più alto fra i re della terra. R.

Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza, 
il suo trono come i giorni del cielo». R.

Vangelo del giorno di Mc 4,1-20

Il seminatore uscì a seminare.
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Parola del Signore.

Davide desidera costruire una casa per il Signore, un luogo stabile, visibile, degno. Ma Dio ribalta la prospettiva: non è l’uomo a costruire una casa per Dio, è Dio che costruisce una casa per l’uomo.
Una casa fatta non di pietre, ma di fedeltà. Non di mura, ma di promessa.
Il Signore ricorda a Davide il cammino fatto insieme: da pastore a re, dalla precarietà alla benedizione. È una memoria viva, che custodisce il senso di ogni passo. Dio non dimentica ciò che ha fatto, perché ogni sua azione è radicata nell’amore.

Nel Salmo, questa promessa si fa canto: “Canterò per sempre l’amore del Signore”. La fedeltà di Dio non è astratta, è concreta, attraversa le generazioni. È come un cielo che non crolla, come una parola che non viene meno. Anche quando tutto sembra fragile, l’amore del Signore resta saldo, più stabile di qualsiasi costruzione umana.

Eppure, perché questa promessa porti frutto, occorre un cuore che ascolta.
Nel Vangelo, Gesù parla alla folla con immagini semplici, quotidiane: un seminatore, un campo, un seme. La Parola viene donata a tutti con la stessa generosità, senza distinzione. Ma il terreno non è uguale per tutti.
C’è un cuore distratto, dove la Parola scivola via.
C’è un cuore superficiale, che accoglie con entusiasmo ma senza radici.
C’è un cuore soffocato, dove le preoccupazioni e le seduzioni del mondo rubano spazio.
E c’è un cuore buono, che accoglie, custodisce, lascia crescere.

La promessa fatta a Davide e cantata dal Salmo trova qui il suo compimento più profondo: Dio continua a costruire la sua casa nel cuore di chi ascolta davvero. Non con gesti clamorosi, ma con la pazienza del seminatore.
La Parola cade, attende, soffre il tempo, e poi — nel silenzio — germoglia.
Il Regno di Dio cresce così: lentamente, ma in modo reale. E quando trova un cuore disponibile, porta frutto in abbondanza, oltre ogni misura.

🌿 Commento finale

Oggi la liturgia ci consegna una domanda semplice e decisiva: che tipo di terreno sono io?
Dio è fedele, la sua promessa non viene meno, il seme è buono.
Sta a noi lasciare che la Parola trovi spazio, profondità e tempo.
Perché là dove la Parola attecchisce, Dio continua a costruire la sua casa.

Altri Articoli
Related

Commento alle letture della liturgia del 3 Febbraio 2026

Tempo Ordinario IV, Colore Verde - Lezionario: Ciclo A | Anno II,...

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 3 Febbraio 2026

Fanciulla, io ti dico: Alzati!Dal Vangelo secondo Marco In quel...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 3 Febbraio 2026

Fanciulla, io ti dico: Alzati!Dal Vangelo secondo Marco In quel...

p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di lunedì 2 Febbraio 2026

FESSURA SULL’INFINITO Maria e Giuseppe portarono il Bambino al tempio,...