UN SOGNO DI MATERNITÀ E FRATERNITÀ
Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti.
Il Vangelo riparte dalla casa,
dal basso: non nasconde,
con molta onestà,
che durante
il ministero pubblico di Gesù,
le relazioni con la madre
e tutta la famiglia
sono segnate da
contrapposizioni e distanza.
Riferisce anzi uno dei momenti più dolorosi della vita di Maria:
Chi è mia madre?
Parole dure che feriscono
il cuore, quasi
un disconoscimento:
donna, non ti riconosco più come mia madre…
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Lei che poté generare Dio,
non riuscì a capirlo totalmente.
La maggior familiarità
non le risparmiò
le maggiori incomprensioni.
Contare sul Messia
come su uno della famiglia,
averlo a tavola,
conoscere i suoi gusti,
non le rese meno difficile
la via della fede.
Anche lei, come noi,
pellegrina nella fede.
Gesù non contesta la famiglia,
anzi vorrebbe estendere
a livello di massa
le relazioni calde e buone
della casa,
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moltiplicarle all’infinito,
offrire una casa a tutti,
accasare tutti i figli dispersi:
Chi fa la volontà del Padre, questi è per me madre, sorella, fratello…
Un sogno di maternità, sorellanza e fraternità
al quale non può abdicare.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
