Tempo Ordinario I, Colore Verde – Lezionario: Ciclo A, Salterio: sett. 1
Dal desiderio di un re alla libertà del perdono
La Parola di Dio di questo giorno ci accompagna dentro una domanda profonda e sempre attuale: di chi ci fidiamo davvero quando la vita si fa pesante?
Le letture ci mettono davanti al cuore dell’uomo, inquieto, bisognoso di sicurezza, ma anche capace di aprirsi a una fiducia più grande, quando incontra lo sguardo e la voce di Dio.
1Sam 8,4-7.10-22a
Griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà.
Dal primo libro di Samuèle
In quei giorni, si radunarono tutti gli anziani d’Israele e vennero da Samuèle a Rama. Gli dissero: «Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non camminano sulle tue orme. Stabilisci quindi per noi un re che sia nostro giudice, come avviene per tutti i popoli».
Agli occhi di Samuèle la proposta dispiacque, perché avevano detto: «Dacci un re che sia nostro giudice». Perciò Samuèle pregò il Signore. Il Signore disse a Samuèle: «Ascolta la voce del popolo, qualunque cosa ti dicano, perché non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più su di loro».
Samuèle riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re. Disse: «Questo sarà il diritto del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio, li farà capi di migliaia e capi di cinquantine, li costringerà ad arare i suoi campi, mietere le sue messi e apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. Prenderà pure i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li darà ai suoi ministri. Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi cortigiani e ai suoi ministri. Vi prenderà i servi e le serve, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori. Metterà la decima sulle vostre greggi e voi stessi diventerete suoi servi. Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà».
Il popolo rifiutò di ascoltare la voce di Samuèle e disse: «No! Ci sia un re su di noi. Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie».
Samuèle ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì all’orecchio del Signore. Il Signore disse a Samuèle: «Ascoltali: lascia regnare un re su di loro».
Parola di Dio.
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Dal Sal 88 (89)
R. Canterò in eterno l’amore del Signore.
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R.
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele. R.
Vangelo del giorno di Mc 2,1-12
Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.
Dal Vangelo secondo Marco
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
Parola del Signore.
Ascolta il commento
Il popolo d’Israele si presenta da Samuele con una richiesta chiara: «Dacci un re che governi su di noi». È una domanda che nasce dalla paura, dal confronto con gli altri popoli, dal desiderio di essere come tutti. Non è un rifiuto esplicito di Dio, ma è qualcosa di più sottile e doloroso: è il tentativo di rendere visibile, controllabile, rassicurante ciò che dovrebbe restare affidato alla fiducia.
Dio lo sa, e lo dice a Samuele senza condanne: «Non hanno rigettato te, ma me». È il lamento silenzioso di un Padre che vede i suoi figli cercare altrove una sicurezza che Lui ha sempre promesso.
Il Salmo raccoglie questo dialogo spezzato e lo trasforma in memoria viva: «Canterò in eterno l’amore del Signore». Mentre l’uomo cambia, si spaventa e cerca nuovi appoggi, la fedeltà di Dio rimane, come una roccia che non si consuma. Il salmista non nega le difficoltà della storia, ma sceglie di ricordare che l’alleanza di Dio non viene mai meno, anche quando il cuore dell’uomo vacilla.
Nel Vangelo, questa fedeltà prende un volto concreto. Gesù è in una casa affollata, tanto da non lasciare spazio nemmeno sulla soglia. È l’immagine di un’umanità che accorre, che cerca, che spera. In mezzo a questa folla, quattro uomini portano un paralitico. Non potendo entrare, salgono sul tetto, lo scoperchiano, e calano l’uomo davanti a Gesù.
Qui accade qualcosa di sorprendente: Gesù vede la loro fede, non la malattia. E prima ancora di guarire il corpo, tocca la radice più profonda della paralisi: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
I maestri della Legge pensano in silenzio, chiudono il cuore, cercano un re che giudichi, una legge che controlli. Gesù invece apre uno spazio nuovo: Dio non domina dall’alto, ma rialza dall’interno. Il perdono diventa il primo gesto di guarigione, perché libera l’uomo dalla paura, dal peso, dall’immobilità del passato.
Quando Gesù dice: «Alzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua», non restituisce solo il movimento alle gambe, ma restituisce dignità, futuro, responsabilità. Non c’è più bisogno di un re che imponga sicurezza: c’è un Figlio dell’uomo che dona vita.
Così le tre letture si tengono insieme in un unico respiro: il popolo che chiede un re per sentirsi protetto, il salmo che ricorda una fedeltà che non viene meno, il Vangelo che rivela un Dio che salva non dominando, ma perdonando.
La vera regalità di Dio non schiaccia, non controlla, non toglie libertà. Guarisce, rimette in piedi, rimanda a casa, cioè alla vita quotidiana, trasformata dall’incontro.
🌿 Commento finale
Oggi la Parola ci invita a riconoscere dove cerchiamo sicurezza e a lasciarci incontrare da Cristo, che non si sostituisce alla nostra libertà, ma la risveglia.
Cantare la fedeltà del Signore significa fidarsi di un Dio che non impone un trono, ma apre una strada, e ci dice ancora: alzati, cammina, vivi.
