A Betlemme nasce la famiglia ed è giusto che in questa domenica si ricordino tutte le famiglie del mondo, oggi cioè siamo tutti riuniti, gli sposati come i celibi, i laici come i consacrati.
Cosa tiene insieme le persone narrate nel vangelo? È l’amore di Giuseppe, Maria e Gesù, non tanto il legame di sangue, ma l’amore, che sa affrontare ogni minaccia ed imprevisto.
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Notiamo che la “fuga” dal pericolo avviene di notte, verso la zona deserta per raggiungere la striscia di Gaza e poi verso il Nilo, senza una meta certa.
“Resta là finché non ti avvertirò”: è davvero incerto questo momento, come lo sono tanti momenti per ognuno di noi, vaganti senza una meta sicura, se non in cerca della libertà e possibilità di vivere con dignità.
La fuga è provocata dalle storture umane, non certo da Dio, che è amore e bontà per tutta l’umanità: Giuseppe con Maria ed il Bambino hanno visto il Mediterraneo, le costruzioni faraoniche come le Piramidi e la Sfinge.
Noi dovremmo chiamare ogni terra “santa”, perché dove c’è una famiglia in fuga, dovrebbe esserci una terra benedetta dall’ospitalità per una umanità viva e solerte verso i più fragili!
Fonte: Missio Ragazzi
