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Don Michele Chiapuzzi – Commento al Vangelo del 21 Dicembre 2025

Giuseppe fece

Giuseppe senza le “sue” parole, senza la “sua” voce firma in modo indelebile la storia. Il suo destarsi dal sonno per prendere con la sua sposa è il segno del coraggio di essere uomopiù umano e meno nonumano.

Di essere vero: non voleva accusarla verità della vita che è essere perché l’altro sia.

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Di essere bello: prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta la bellezza di essere amore in cammino, nonostante e proprio nonostante.

Di essere buono: e prese con sé la sua sposa la buona capacità di trovare soluzioni di vita, dove anche la legge vorrebbe il

male del ripudio, dell’odio, dell’alienazione.

Di essere unico: non temere di prendere con te Maria l’unicità di essere sempre chiamato a vivere per una storia unica. Non ripudio, non rinnegamento, non paura, non scandalo. Semplicemente accoglienza che germoglia da un essere mite ed umile di cuore quale e quanto è lui. E la storia conobbe la salvezza: Gesù-Dio salva.

Non stava dormendo Giuseppe, cercava di considerare ogni possibile soluzione, eliminando e scartando quelle del male, per fare il male, pensando male. È uomo giusto Giuseppe e avrebbe voluto umilmente ritirarsi lasciando libera ed in vita la sua sposa.

Ma la soluzione altra, inaudita, nuova, scandalosa gli arriva da Dio. L’angelo, lo stesso che aveva parlato a Maria, gli suggerisce di non temere e di prendere invece di lasciare. L’altrimenti di Dio sempre in azione. Giuseppe senza che conoscesse Maria (Mt 1,25), sarà la “causa” incarnata del generare Gesù. Giuseppe fece

FONTETelegramChi è don Michele
Foto di Steve Haselden da Pixabay