La fede fa camminare nel buio
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santitร per la Cittร del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Fede, Prova e Umiltร di Giovanni Battista
Il commento del Card. Comastri si concentra sulla Terza Domenica di Avvento. L’omelia discute la figura di Giovanni Battista, in particolare il suo momento di prova mentre รจ in carcere e il suo quesito sulla vera identitร di Gesรน, che non corrispondeva alle sue aspettative.
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Il Cardinale sottolinea come la fede richieda pazienza e umiltร per accettare le vie inattese di Dio, richiamando passi della Scrittura come le parole di Abacuc e di Giacomo. Viene evidenziato il mistero di Dio, i cui pensieri superano sempre quelli umani, e come la risposta di Gesรน agli interrogativi di Giovanni (riguardo i miracoli e l’annuncio ai poveri) purifichi e rafforzi la sua fede, facendolo diventare un martire della fede. La riflessione finale esorta gli ascoltatori a verificare la propria fede e ad accogliere l’amore e la caritร di Dio.
Trascrizione del video
Sia lodato Gesรน Cristo. Terza domenica di Avvento. La fede fa camminare anche nel buio. Giovanni Battista ci guida all’incontro con Cristo.
Il Vangelo ci presenta Giovanni in una situazione nuova. Egli ora non รจ piรน nel deserto, ora non puรฒ piรน parlare, ora non ha attorno a sรฉ le folle che chiedono un battesimo di penitenza.
Ora Giovanni รจ solo, รจ nel carcere di Macheronte, situato a nord-est del Mar Morto, un carcere disumano costruito in un luogo orrido. Vengono in mente le parole del profeta Abacuc che dice: “O Dio, tu dagli occhi cosรฌ puri che non puoi vedere il male e non puoi guardare l’iniquitร , perchรฉ vedendo i malvagi taci mentre l’empio ingoia il giusto?”
ร il lamento della nostra miopia e della nostra fretta, fretta di giustizia. Infatti, non รจ Dio che punisce i suoi profeti. Dio permette il male perchรฉ dentro il male egli รจ capace di consolare, รจ capace di salvare nell’attesa del giorno in cui si vedrร tutta la sua giustizia.
Tornano a proposito le parole dell’apostolo Giacomo: “Siate pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore. Egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra. Siate pazienti anche voi, non lamentatevi. Prendete come modello di sopportazione e di pazienza i profeti.”
I tiranni, i prepotenti, gli immorali, i profanatori del disegno di Dio, gli orgogliosi e i pieni di sรฉ sperimenteranno l’inferno dell’egoismo e dell’odio. Perchรฉ cosรฌ ha detto Maria: “Dio disperde i superbi nei pensieri del loro cuore, rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili.”
Dio l’ha detto, Dio l’ha detto attraverso Maria. Nella parola di Dio รจ un impegno e una certezza. Se oggi soffriamo per il bene, ringraziamo Dio. ร il segno che siamo invitati alla sua festa.
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Tuttavia, questa certezza non deve renderci arroganti, altrimenti ci troveremmo contro Dio e sarebbe la nostra sventura. Giovanni Battista nel carcere ha una prova di fede che lo purifica e lo avvicina ancora di piรน al cuore di Dio.
Infatti, ispirato da Dio, Giovanni aveva annunciato la venuta del Messia e il Messia davvero era venuto nel mondo. Perรฒ Dio, come sempre, si era riservato uno spazio di novitร e di libertร che Giovanni non conosceva.
Il Messia, infatti, non era esattamente come Giovanni l’attendeva. Per questo si chiede: “Ma sei tu colui che deve venire o dobbiamo attendere un altro?”
La risposta di Gesรน crea un nuovo spazio per la fede di Giovanni. E disse Gesรน: “Ai poveri รจ annunciata la buona novella. ร beato colui che non si scandalizza di me.” Giovanni non si scandalizzรฒ, ma piegรฒ la testa e credette.
Chi si mette alla ricerca di Dio si aspetti sempre qualche sorpresa. Dio non sarร mai come noi lo aspettiamo. Per questo motivo Dio si incontra solo nell’umiltร della fede, lasciandosi condurre da lui per strade che noi talvolta non possiamo neppure immaginare.
Cosรฌ fu per Giovanni, cosรฌ รจ per tutti. Accostiamoci al dramma di Giovanni. Lui aveva detto: “Io devo diminuire e lui deve crescere.”
Gesรน, invece di manifestarsi platealmente, si nasconde, prende l’ultimo posto, non cerca la popolaritร , si tiene alla larga dal potere umano e dal palcoscenico. Che mistero!
Dio aveva detto per bocca di Isaia: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie.” Senza dubbio deve essere stato duro per Giovanni constatare la veritร di queste parole.
Ma non finisce qui la fatica della conversione. Giovanni aveva parlato di mietitura e di raccolto. Gesรน, invece, parla di seminagione.
Si presenta come paziente agricoltore che butta la semente dovunque con infinita pazienza e aspetta. Giovanni vedeva il Messia di Dio con il volto severo e il ventilabro in mano per separare il grano della pula, cioรจ i buoni dai cattivi.
Gesรน, invece, accoglie tutti, va a mangiare con i pubblicani e i peccatori. Fa intendere chiaramente che Dio tenta tutte le vie per salvare l’uomo. Dio รจ pronto a pagare qualsiasi prezzo per salvare. Dio ci supera, ci sorprende.
Per questo nel rapporto con lui sarร sempre necessaria la fede, l’umiltร della fede. Si capisce allora il senso dell’angoscia di Giovanni e si sente in questa domanda: “Sei proprio tu quello che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”
In queste parole c’รจ il dramma di chi non riesce a capire, ma c’รจ anche l’umiltร di chi si lascia guidare per capire. Qui Giovanni raggiunge la santitร . Egli รจ martire nel cuore prima di esserlo nel corpo. Egli รจ martire della fede in Gesรน Cristo.
Alla domanda di Giovanni Gesรน risponde: “Andate a dire a Giovanni: ‘I ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, ai poveri รจ predicata la buona notizia’.”
Gli atteggiamenti di Gesรน non coincidono con le immagini messe in circolazione da Giovanni. Infatti, quando Dio viene, ci supera sempre nella direzione della bontร , nella direzione della caritร .
Giovanni credette, aveva detto di Gesรน: “Io non sono degno neppure di sciogliere i legacci dei suoi sandali.” Fu coerente, non si scandalizzรฒ di lui, fu precursore del Signore.
Nel carcere chissร quanto meritรฒ queste parole, le fece sue e dette la vita per testimoniare la fede in Gesรน Cristo.
Oggi Giovanni รจ una grande lezione per noi. Egli รจ un uomo che ha camminato nella fede, si รจ lasciato condurre da Gesรน, ha accolto la difficile lezione della caritร e ha detto: “Fiat.”
Sรฌ, l’ha detto con il suo sangue. Che meravigliosa lezione! Chiediamoci: la nostra fede รจ davvero in cammino? La nostra fede รจ una vera accoglienza di Dio?
Seguiamo il Signore che ci rivela la sua strada. ร tempo di veritร , tempo di verifica, veritร e verifica per accogliere il Signore accorciando la distanza tra noi e Dio, tra l’egoismo e l’amore.
Che sia veramente cosรฌ a partire da oggi, da questo momento, che sia Avvento veramente. Sia lodato Gesรน Cristo.
