Nella solennità dell’Immacolata dicevamo che Maria non comprese tutto e subito quanto il Signore le proponeva. Anche il Battista non comprese: “Sei tu colui che deve venire…?” (vangelo). Non temiamo la fatica del credere e del capire, ma impariamo a interrogare la Scrittura. La parola sulla quale oggi vorrei invitare a riflettere è “interrogare”.
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Domandare fa parte della vita, perché Dio non regala risposte a buon mercato: le risposte si offrono a quanti le cercano, le attendono, le desiderano. Importante è lasciarsi stupire dalla risposta di Dio, che spesso va oltre le nostre domande: “Ai poveri è annunciato il vangelo” (vangelo).
Il Battista attendeva una risposta e Gesù ha dato un segno. Forse anche noi attendiamo risposte alle nostre domande. Da Giovanni Battista impariamo a scorgere i segni di Dio che a piene mani semina nel campo del nostro cuore e della nostra vita, certi che nei segni, come nei semi, è custodito il futuro.
Impariamo allora dall’agricoltore: non basta seminare e raccogliere, importante è anche il tempo dell’attesa fiduciosa (II lettura) perché il seme porti frutto. E più cresce l’attesa, più cresce il desiderio. Mancano pochi giorni al Natale di Gesù: alimentiamo l’attesa di Lui per accrescere in noi il desiderio di accoglierlo nella nostra vita.
ACTIO
E’ importante “interrogare” per capire, ma ciò che conta è sapere a chi rivolgiamo le nostre domande. La vera risposta alle nostre domande è il Vangelo: è Gesù che cerchiamo quando sogniamo la felicità; è Lui che ci aspetta quando nulla ci soddisfa; è Lui la bellezza che tanto ci attrae. E’ Gesù la risposta più vera e radicale che sola dona pienezza di gioia e di vita. Ecco come attendere il Natale.
Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.
