Don Luciano Labanca – Commento al Vangelo del 8 dicembre 2025

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Nella liturgia dellโ€™8 dicembre risuona la domanda del libro della Genesi che attraversa la storia: ยซDove sei?ยป. รˆ la voce di Dio che cerca Adamo nel giardino, dopo il peccato. Un Dio che non si rassegna alla distanza dellโ€™uomo, che non accetta che la sua creatura resti nel nascondimento.

Santโ€™Agostino ricorda che ogni uomo รจ Adamo: quella domanda non riguarda solo i nostri progenitori, ma ciascuno di noi. Fa emergere la veritร  della nostra condizione: segnati dalla fragilitร , portiamo tutti lโ€™ereditร  di una storia ferita.

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E tuttavia, proprio nel momento della caduta, si manifesta qualcosa di sorprendente: Dio non prende pace. Cammina nel giardino, chiama, cerca. Non cโ€™รจ indifferenza, non cโ€™รจ rassegnazione. Cโ€™รจ un amore inquieto, che desidera incontrare di nuovo lโ€™uomo e ricondurlo alla comunione perduta.

Sin dagli inizi della creazione, Dio ha risposto alla frattura del peccato con una promessa: il male non avrร  lโ€™ultima parola. Una discendenza della donna schiaccerร  la testa del serpente. รˆ il protovangelo, il primo raggio di luce dentro la notte, la prima parola di speranza nella storia umana. รˆ la promessa del Figlio che verrร , Cristo Gesรน, che con la sua morte e risurrezione inaugurerร  una nuova creazione.

In questa grande trama della salvezza entra Maria, nuova Eva, anchโ€™ella discendenza della donna. Da lei nascerร  Colui che vincerร  definitivamente il male. Per questo, in vista della missione unica del suo Figlio, Dio lโ€™ha preparata in modo singolare: Maria รจ Immacolata, preservata dal peccato originale fin dal primo istante della sua esistenza.

Non un privilegio isolato, ma un atto dโ€™amore che illumina tutta la nostra storia: in lei vediamo ciรฒ che Dio desidera compiere nellโ€™umanitร  intera. La grazia che ha riempito Maria fino allโ€™orlo non lโ€™ha resa spettatrice passiva.

Il Vangelo dellโ€™Annunciazione ci mostra una donna che ascolta, discerne, risponde. Il suo โ€œsรฌโ€ รจ libero, pieno, senza riserve. La grazia diventa feconda nella disponibilitร  del cuore. In Maria, lโ€™opera di Dio e la libertร  umana si incontrano senza contrapporsi.

Forse, oggi, quella stessa voce che chiamรฒ Adamo continua a raggiungerci: ยซDove sei?ยป Dove siamo nelle nostre relazioni, nelle nostre scelte, nella nostra ricerca di Dio? Siamo nascosti dietro le nostre paure, oppure ci lasciamo trovare dalla grazia?

Contemplare Maria Immacolata significa riconoscere che la luce di Dio puรฒ davvero entrare nelle nostre ombre. Significa credere che la grazia รจ piรน forte del peccato, che nessuna storia รจ irrecuperabile, che Dio ci cerca sempre, prima ancora che noi lo cerchiamo.

Lโ€™Immacolata non รจ un ideale irraggiungibile: รจ la primizia dellโ€™umanitร  redenta, il segno che la promessa di Dio รจ giร  in atto. Ci invita a fidarci, a restituire al Signore quel posto che spesso gli sottraiamo, a rispondere con lei al suo appello: ยซEccomiยป.

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In Maria Immacolata, Dio ci mostra ciรฒ che desidera per ciascuno di noi: una vita riconciliata, abitata dalla grazia, restituita alla comunione con Lui.

Per gentile concessione di don Luciano Labanca, dal suo sito.

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