Nel mezzo di un secolo, il XIX, che ha visto il serpeggiare di filosofie materialiste, che hanno fatto seguito all’Illuminismo, la Chiesa ha presentato al mondo il dogma dell’Immacolata Concezione.
Pio XII, dopo il periodo di Gaeta, dove era stato costretto a rifugiarsi a causa delle rivolte romane del 1848, ritornato a Roma, volle tributare la propria gratitudine alla Vergine.
Il Papa nel 1854 presentรฒ al mondo il dogma dell’Immacolata.
Avrร creato scalpore nei circoli culturali del tempo e bisognerร aspettare 4 anni piรน tardi il 1858 quando nella Francia culla dell’Illuminismo, negli anfratti di una grotta quella di Massabielle (grotta dei porci nel dialetto del posto) a Lourdes, la Madonna stessa, a una bambina Bernardette Soubirous, disse: โIo sono l’Immacolata Concezioneโ. Questo quasi a suggellare l’approvazione mariana al dogma proclamato.
Bello pensare che alla ricerca di tanti titoli da attribuire a Maria quello che oggi andiamo a contemplare รจ sicuramente il piรน profondo.
Questa festa, alla luce anche dei recenti interventi del Magistero, ci fa comprendere che indicandola come Immacolata non si oscura l’unica mediazione redentrice di Cristo. Maria ha cooperato alla salvezza, ma in modo subordinato e partecipato, mai autonomo o parallelo. La Nota ricorda le parole di san Paolo: โIn nessun altro c’รจ salvezza; non vi รจ infatti sotto il cielo altro nome dato agli uomini, nel quale รจ stabilito che noi siamo salvatiโ (At 4,12). Non si vuole diminuire l’onore della Madre la sua grandezza consiste proprio nella sua totale dipendenza da Cristo. Come disse Ratzinger nel 2002,โla formula Corredentrice si allontana troppo dal linguaggio della Scrittura e della patristica, e quindi causa malintesiโ.
Maria sappiamo essere una Madre che non vuole dividere, non ama competere, non intende sostituirsi al Figlio, ma ha come scopo unico quello di condurci a Lui con lo stile della tenerezza. Lei intercede, ci accompagna e ci insegna la fiducia dei semplici. Ella non chiede dogmi per sรฉ, ma desidera solo che il Vangelo risplenda nella sua purezza. Questo documento recente vuole presentarsi come una lezione di sobrietร e di fede. Essa ricorda che la vita cristiana non ruota attorno alle apparizioni, ai canti devozionali o agli slogan religiosi, ma attorno a un incontro reale che รจ Cristo stesso e quando questo viene oscurato – e l’apparizione mariana diventa per qualcuno piรน centrale del Signore – significa che qualcosa non sta funzionando.
La delicatezza di Maria nella storia ci parla proprio di umiltร . Quando al termine del Concilio Vaticano I, durante la proclamazione del dogma dell’infallibilitร petrina, mentre su Roma si abbattรฉ un temporale fortissimo, al termine del discorso sempre di Pio IX, un raggio di luce entrรฒ nella basilica e illuminรฒ il quadro della Madonna.
Mi commuove sempre vedere come nella storia poeti che definiamo maledetti alla fine si piegano davanti a Lei nella consapevolezza che Ella porta al Figlio.
Tra questi Francois Villon, uno scapestrato che nel XV secolo ne combina di tutti i coloro costringendo a mandarlo in esilio.
Per la Madonna scrive versetti pieni di ammirazione:
ยซO dolce Vergine, o principessa, tu portasti/Gesรน, il re, il cui regno non ha mai fine. /L’Onnipotente assunse la nostra debolezza, /lasciรฒ i cieli e venne in nostro soccorso, /offrรฌ alla morte la sua cara giovinezza. /Questo รจ il Signore, cosรฌ lo confesso: /in questa fede voglio vivere e morireยป.
