Perchรฉ un capo di centurie cioรจ cento soldati romani, dovrebbe supplicare un ebreo affinchรฉ gli guarisse il servo? Che cosa aveva in comune con Gesรน? Nulla. Nรฉ fede, nรฉ nazionalitร e cultura, nรฉ status sociale.
Eppure lo fa. Il servo gli serviva appunto per la sua casa e la sua vita e forse, gli era anche affezionato. Il militare rimano non esita a chiedere a Gesรน la guarigione di quest’uomo. Certamente lo aveva giร sentito parlare del suo Dio e operare guarigioni. E adesso, coglie l’occasione del suo ingresso a Cafarnao, cittร dove Gesรน viveva e da cui si spostava, per incontrarlo e fruire dei suoi poteri taumaturgici.
Gesรน acconsente alla guarigione andando a casa del pagano. Non si sottrae mai al bene. Ma il romano lo blocca. Conta sulla sua autoritร . Non si sente degno di ospitare un tale Maestro. Forse anche per non avere problemi con i suoi legionari per aver ospitato uno degli asserviti all’impero romano. E Gesรน si meraviglia della fiducia che ha questo pagano in Lui, nel suo potere, nella sua autoritร spirituale e taumaturgica. La fede di questo romano Gesรน la considera superiore a quella dei suoi connazionali. Ed opera il miracolo della guarigione del servo paralizzato.
Grande insegnamento per noi che apparteniamo al militare romano. La fiducia estrema in Gesรน ci fa assistere ai suoi prodigi per noi e per gli altri. Il centurione riavrร il servo sano e operativo al suo servizio e il servo potrร rivivere con dignitร e salute al servizio del suo padrone.
Quando abbiamo fede vera in Gesรน operiamo miracoli per noi e per gli altri. Quando la fede si trasforma in preghiera e intercessione, diventiamo operatori del Regno che si manifesta.
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Oggi misuro la mia fede… Sono io il centurione, ma sono anche il servo che si vede risanato grazie alla preghiera e alla fede di altri.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternitร Vincenziana Tiberiade
