Padre Giulio Michelini – Commento al Vangelo del 30 Novembre 2025

Domenica 23 Giugno 2024
Commento al brano del Vangelo di: Mc 4, 35-41

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Lโ€™Avvento e il diluvio

Con il vangelo che inaugura un nuovo tempo di Avvento ci collochiamo allโ€™interno dellโ€™ultimo dei cinque lunghi discorsi di Gesรน che scandiscono il vangelo di Matteo, il discorso dei capitoli 24โ€“25. Per intenderci, รจ quello che riguarda la distruzione del Tempio di Gerusalemme (che il lezionario ci ha presentato da poco), della cittร  stessa e le calamitร  che accompagnano il ritorno del Figlio dellโ€™Uomo.

Per Matteo, si parla anche di โ€œdiscorso del monte degli Uliviโ€ (per il fatto che inizia in quel luogo: ยซSedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarร  il segno della tua venuta e della fine del mondoยป: Mt 24,3).

I cc. 24โ€“25 di Matteo contengono il cosiddetto โ€œdiscorso escatologicoโ€, sulle cose โ€œultimeโ€, il quinto e ultimo dei cinque discorsi del vangelo, conosciuto anche โ€“ insieme ai passi paralleli di Marco e Luca โ€“ come โ€œapocalisse sinotticaโ€. Collocando il discorso sul Monte degli Ulivi, secondo la traccia del vangelo di Marco (cfr. 13,3), Matteo ha la possibilitร  di costruire unโ€™inclusione col primo e principale discorso di Gesรน (cc. 5โ€“7), quello appunto โ€œdella montagnaโ€, con il quale aveva inaugurato il suo insegnamento, ma anche con la finale del vangelo, dove il Risorto dirร  agli Undici le sue ultime parole (cfr. 28,18-20).

Da queste si capirร  che le cose che devono accadere e che ora Gesรน anticipa ai suoi nel presente discorso, non sfuggono dalle mani del Risorto, a cui รจ stata data ยซogni autoritร  in cielo e sullaย terraยป (28,18).

La parola-chiave di questo brano รจย parousรญa. Solo Matteo, tra gli evangelisti, la usa: si ritrova invece nelย corpus paolinoย e in tre delle lettere cattoliche. Questo termine significa anzituttoย presenza, ma poi prende il significato diย venire, avvicinarsi: la CEI traduce nel vangelo di oggi conย venuta: (24,36.39: ยซlaย venutaย del Figlio dellโ€™Uomoยป). Il Bauer rende lโ€™espressione anche conย avvento. Nelle quattro volte che Matteo usa questa parola nel capitolo 24, significaย la venuta, oย il ritornoย del Messia alla fine della storia.

Di questa venuta, nessuno conosce la data. รˆ detto da Gesรน al versetto che precede il brano di oggi, 24,36: ยซQuanto a quel giorno e a quellโ€™ora, perรฒ, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padreยป. Quello che si puรฒ fare รจ attendere e prepararsi. Nelย Talmudย i rabbini insegnano che ci si dovrebbe pentireย il giorno prima della propria morte, ma dato che nessuno sa quando la morte verrร , รจ chiaro che intendono che ci si deve pentire ogni giorno. Laย parousรญaย del Figlio dellโ€™Uomo svolge la stessa funzione: il fatto che non se ne conosca la data richiede una quotidiana preparazione. Infatti per tutto il vangelo di questa domenica domina una forte indeterminatezza: non si puรฒ non mettere questo appuntamento nellโ€™agenda, ma non si sa dove scriverlo: lโ€™unica soluzione รจ tenerselo bene a mente.

Ma le parole di Gesรน ci suggeriscono anche unโ€™altra strada. Le rileggiamo: ยซCome fu ai giorni di Noรจ, cosรฌ sarร  la venuta del Figlio dellโ€™uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noรจ entrรฒ nellโ€™arca, e non si accorsero di nulla finchรฉ venne il diluvio e inghiottรฌ tutti, cosรฌ sarร  anche alla venuta del Figlio. dellโ€™uomoยป (24,37-39). Secondo un midrash rabbinico, scrive Alberto Mello, in un suo ottimo commentario a Matteo, ยซNoรจ era stato avvisato con molto anticipo del diluvio incombente, in modo da dare ai suoi contemporanei la possibilitร  di convertirsi e mettersi in salvoยป: insomma, lโ€™umanitร  sarebbe stata messa in guardia dal patriarca (quasi un Giona ante litteram, cosa che il testo della Genesi invece non diceโ€ฆ). Ma questi non si accorsero di nulla; alla lettera: non seppero nulla.

Unโ€™altra pista di lettura. La generazione antidiluviana di cui ai vv. 37-41 era una generazione perversa, perchรฉ โ€“ sempre secondo la tradizione rabbinica โ€“ la terra era stata corrotta da un triplice peccato commesso dagli uomini: la dissoluzione sessuale, lโ€™idolatria e lโ€™omicidio. ยซPrendevano moglie e prendevano maritoยป (come si legge in Mt 24,38), comportandosi perรฒ immoralmente, scambiandosi le mogli e disperdendo il seme, rifiutandosi di procreare, al punto che anche gli animali ne furono corrotti: ecco la ragione per cui Dio disse a Noรจ di farsi unโ€™arca (cfr. Gen 6,14), perchรฉ trovasse protezione dalle sorgenti che stavano per arrivare dal grande abisso e dalle cateratte del cielo che da lรฌ a poco si sarebbero aperte. Attraverso questo confronto, รจ detto da Gesรน che la generazione nella quale viene il Figlio dellโ€™uomo non si accorge di quanto sta accadendo, e continua a vivere nel suo peccato. Lโ€™unica soluzione รจ vegliare (cfr. 24,42), non addormentarsi a causa delle pesantezze della vita, restare svegli e pronti, per attendere il giorno in cui verrร  il Signore.

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