In attesa di quel Dio che arriva e sorprende
Troppo tardi. Ormai รจ arrivato il diluvio e solo Noรจ con la sua arca scampa alla furia dellโacqua. Per tutti gli altri รจ ormai troppo tardi: loro, fino a quel momento, non si sono accorti di nulla. Una vita tranquilla, quasi banale nella sua normalitร … mangiano, bevono, si sposano.
E mi chiedo se anche per noi valgono quelle parole di ottusa ignoranza, di occhi appannati da cataratte, di una vita mai sfiorata da un dubbio, di una routine che, come una spira, soffoca. Non vorrei che succedesse anche a me, di accorgermi troppo tardi che Dio sta arrivando, non vorrei che anche per me si dicesse ยซ non se ne รจ reso conto perchรฉ troppo indaffarato a fare altroยป.
Mentre Dio arriva. Sta arrivando. In questo inizio di Avvento ci viene chiesto di svegliarci dal torpore, da quella imbambolata frenesia in cui ci avvolge la vita per non farci sostare e guardarci dentro, per non risvegliare ciรฒ che dorme dentro di noi. Ci viene chiesto di vegliare, di vigilare, di stare attenti alle piccole cose, alla piccola vita che nasce, insignificante quanto un granello di senape o pochi grammi di lievito. Dio arriva sempre, per me, per noi e ci sembra cosรฌ piccolo e minuscolo, che neanche lo vediamo. Non ce ne accorgiamo.
Avvento vuol dire ยซche sta per venireยป e mi sembra allora che lโinvito sia a sporgerci su questo Dio, ad affacciarci verso di Lui per poterlo vedere, per andargli incontro come un bimbo che tende le braccia, come fa il fiore verso la luce. Cercarlo nei frammenti in cui preferisce acquattarsi, in quel niente pronto a sorprendere, in quella piccolezza in cui si nasconde.
Pronti, come sentinelle che conoscono la fatica del sonno, il dolore degli occhi che bruciano, il tendersi delle orecchie a captare il minimo segnale, perchรฉ, sรฌ, sta arrivando, arriva. E si aspetta passi che gli corrono incontro, grida di gioia, un abbraccio di festa.ย […] Continua a leggere su Avvenire.
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