Oggi inizia un anno nuovo secondo il calendario della Chiesa, con il tempo liturgico che chiamiamo Avvento. È un tempo per essere attenti a ciò che succede accanto a noi, perché è una grave colpa vivere distrattamente, vivere solo per noi stessi.
Dio è un iniziatore, un esperto di nascite, che interviene nella storia non con l’arroganza dei potenti, ma con il miracolo umile e strepitoso della vita, perché Lui è colui che invece di porre la scure alla radice dell’albero, inventa cure per noi, che sembriamo ai suoi occhi fragili germogli.
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“Due uomini saranno nel campo… due donne macineranno alla mola, una rapita, una lasciata”; due soldati saranno al fronte in Ucraina o in Sudan, uno sarà ferito, uno resterà incolume. Perché questa alternanza di vita e di morte, di salvati e di perduti?
Gesù stesso non lo spiega, ma sappiamo che Dio viene adesso, magari nell’abbraccio di un amico, nel pianto di un bimbo che nasce, nel viso di un anziano che muore col sorriso di chi sa venir accolto dal Dio della vita.
Questo tempo di Avvento porterà luce, non solo la luce delle corone d’Avvento, quando riconosceremo Dio come Colui-che-viene, come la mèta del nostro viaggio.
Fonte: Missio Ragazzi
