โElla invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivereโ. Basterebbe unโaffermazione del genere o una convinzione che si basi su questa frase, per iniziare una rivoluzione silenziosa nel mondo.
Non ci vogliono proclami. Non cโรจ bisogno nรฉ di immagine e neppure di pubblicitร . Non abbiamo bisogno di grandi mezzi e neppure di grandi strutture. Non abbiamo bisogno, oserei dire, di nulla. Abbiamo bisogno solo della nostra miseria.
Questo รจ un esempio in cui la miseria diventa dono e diventa un valore incalcolabile. La miseria come luogo di salvezza, la miseria come luogo di fede. La miseria come unico luogo possibile di caritร . Il resto รจ solo propaganda e manifestazione di forza.
Eppure noi ci fidiamo di piรน del resto che della miseria, grande rivoluzionaria della vera povertร . Noi ci fidiamo di piรน delle offerte dei ricchi, che danno di meno, che della vedova cosรฌ povera. A noi interessano di piรน i grandi benefattori che non i veri benefattori.
La veritร dellโessere benefattori per davvero, e non per apparenza, รจ data da un solo dato: โtutto quello che aveva per vivereโ. A ben guardare il potere economico delle due monetine รจ un niente, di fronte al tanto delle offerte dei ricchi.
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Ma la dimensione del potere energetico dellโamore รจ quello che fa la differenza. Non cโรจ paragone nella sua capacitร rivoluzionaria. Non cโรจ confronto che tenga a quella carica di amore che รจ contenuta nella miseria delle due monetine. Le grandi offerte dei ricchi sono fonte di ariditร e di cattedrali nel deserto. La miseria di due monetine dei poveri, fanno casa. Non avranno la bellezza delle cattedrali ma in casa cโรจ vita, nelle cattedrali non cโรจ famiglia e non cโรจ rifugio. Sono belle, ma non adatte alla vita e a viverci.
Con la potenza amorevole di due misere monetine si arriva a fare casa e in casa cโรจ vita, cโรจ accoglienza.
Non cโรจ dubbio: il superfluo divide, ci separa dallโaltro, crea differenze sovrastrutturali. Il superfluo non crea rapporto e non crea casa, anzi distrugge la famiglia, lo vediamo ogni giorno. Il superfluo avvolge il cuore in una morsa fuorviante che porta a compiere dei gesti freddi di offerta di ciรฒ che ci รจ di troppo e che non dice nulla di noi.
La miseria delle due monetine offerte, nasce dal cuore. Non vuole risolvere nulla e viene fatta senza che gli altri se ne accorgano. La miseria delle due monetine รจ il cuore della foresta che cresce nel silenzio di ogni giorno. La miseria delle due monetine offerte come tutto quello che la povera vedova aveva per vivere, nascono da un desiderio di condivisione e creano condivisione.
Non fanno grandi cose secondo la potenza umana, ma fanno il tutto secondo il cuore di Dio. Il cuore di questa vedova che dona tutto quanto ha per vivere รจ il tempio, casa di preghiera di Dio, che esprime in spirito e veritร la sapienza di Dio.
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I diritti delle banche esprimono morte e distruzione. Quelle banche che sono nate per i poveri sono diventate il grimaldello distruttivo dei ricchi.
Il dono misero del povero diventa casa nella quale abitare e nella quale stare. Il tutto quello che abbiamo per vivere, quando รจ troppo, diventa una prigione dalla quale non sappiamo liberarci. Non tanto il volto del fratello quando il simbolo dellโeuro o del dollaro brilla nei nostri occhi da Paperon de Paperoni.
Con quello che siamo e con quello che abbiamo amiamo questa vita e questa realtร che รจ unica. Non temiamo la sua complessitร e la sua fragilitร , amiamola dando tutto quello che abbiamo per vivere, tutto quello che siamo. Niente di piรน, per non cadere in quellโonnipotenza narcisista che attanaglia la nostra esistenza; niente di meno, per non cadere in quella stoltezza umana che si chiama avarizia.
Ma semplicemente dono della nostra povera miseria: tutto quello che abbiamo per vivere, tutto quello che siamo da viventi.
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