- Pubblicità -

Commento alle letture della liturgia del 21 Novembre 2025

Tempo Ordinario XXXIII, Colore verde – Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 1

Nel grembo della Presenza: abitare la Parola, diventare famiglia di Dio

Benvenuto in questo momento di ascolto.
Oggi la liturgia ci accompagna in un cammino che va dalla promessa di Dio che viene ad abitare in mezzo al suo popolo, alla gioia di chi riconosce la sua presenza, fino alla sorprendente dichiarazione di Gesù: chi fa la volontà del Padre è sua madre, suo fratello, sua sorella.
Lasciamoci condurre dolcemente da questa Parola che ci avvolge come una luce che cresce dall’interno.

- Pubblicità -

Zc 2,14-17

Gioisci, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo.
Dal libro del profeta Zaccarìa

Rallégrati, esulta, figlia di Sion,
perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te.
Oracolo del Signore.
Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore
e diverranno suo popolo,
ed egli dimorerà in mezzo a te
e tu saprai che il Signore degli eserciti
mi ha inviato a te.
Il Signore si terrà Giuda
come eredità nella terra santa
ed eleggerà di nuovo Gerusalemme.
Taccia ogni mortale davanti al Signore,
poiché egli si è destato dalla sua santa dimora.

Parola di Dio.

Da Lc 1,46-55

R. Il Signore si è ricordato della sua misericordia.

Oppure:

R. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente.

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore. R.
 
Perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome. R.
 
Di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore. R.
 
Ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote. R.
 
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre. R.

Vangelo del giorno di Mt 12,46-50

PRESENTAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – MEMORIA
Tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!».
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Parola del Signore.

«Rallégrati e gioisci, figlia di Sion, perché ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te».
L’annuncio del profeta Zaccaria apre la nostra preghiera come un vento tiepido che smuove le tende del cuore. Non è un Dio lontano quello che parla: è un Dio in cammino verso di noi, un Dio che sceglie di mettere la sua dimora dentro le nostre fragilità quotidiane.
È come se Dio dicesse: “Fammi spazio, non voglio restare fuori dalla tua storia.”

Il Cantico di Anna risponde a questa promessa con il linguaggio della gratitudine. Anna canta perché ha sperimentato che Dio rovescia gli equilibri, rialza l’umile, asciuga lacrime invisibili, rende fecondo ciò che sembrava sterile.
Le sue parole sono come un eco che si allarga: quando Dio abita, qualcosa rifiorisce.
Il mondo non cambia all’improvviso, ma cambia lo sguardo. E da quello sguardo nascono forza, speranza, coraggio.
Il cuore che lascia entrare Dio diventa a sua volta un piccolo santuario, un luogo dove la vita torna a respirare.

Ed è dentro questo clima che incontriamo Gesù nel Vangelo. Gli dicono: «Tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e ti cercano».
Ma Lui, con una calma che non ferisce, allarga l’orizzonte: «Chi fa la volontà del Padre mio è per me fratello, sorella e madre».
Qui la promessa di Zaccaria e il canto di Anna trovano il loro compimento: Dio non solo abita con noi, ma ci invita ad entrare nella sua famiglia.

Gesù non rifiuta i legami, li trasfigura.
È come se dicesse: “Vuoi essere parte della mia casa? Lascia che la Parola prenda forma in te. Fa’ spazio al Padre come Maria ha fatto spazio in sé.”

In questo Vangelo, infatti, Maria non è assente: è la prima che ha fatto la volontà del Padre.
E noi siamo chiamati a seguirla nel suo stile: un grembo che accoglie, un cuore che custodisce, una vita che si lascia plasmare.

Zaccaria annuncia: Dio viene ad abitare.
Anna risponde: Dio trasforma la mia vita.
Gesù conclude: Chi accoglie la volontà del Padre diventa casa di Dio, famiglia mia.

È un filo d’oro che unisce i tre brani:
Dio desidera dimorare in noi, trasformarci e farci appartenere alla sua famiglia.
E tutto questo non si compie con gesti eroici, ma con la disponibilità semplice di chi ogni giorno apre uno spiraglio: un atto di bontà, un ascolto paziente, una preghiera sussurrata, un passo verso il perdono.

Ogni volta che scegliamo il bene, anche in silenzio, la Parola prende forma in noi come vita nuova.
E diventiamo, senza accorgercene, quella “Sion gioiosa” che accoglie il Signore, quel “cantico di Anna” che celebra la sua fedeltà, quella “famiglia” che Gesù riconosce come sua.

🌿 Commento finale

La liturgia di oggi ci ricorda una cosa semplice e immensa:
Dio desidera abitare in noi, trasformarci e chiamarci suoi familiari.
La volontà del Padre non è un comandamento che pesa, ma una porta che si apre: è la via attraverso cui la nostra vita diventa un luogo abitato dalla sua presenza.
Camminiamo in questa fiducia: Dio viene, Dio opera, Dio ci unisce a sé.