Quando crollano le certezze
In questi giorni ho rivisto le tante immagini e i video degli attentati alle Torri Gemelle di New York del 2001. Me lo ricordo bene quel giorno, ormai lontano nel calendario ma ancora impresso nella memoria della mia generazione.

I due grattacieli, cosรฌ maestosi e altissimi, progettati per durare per sempre, anche in caso di forti terremoti o dellโimpatto di un aereo, in poco meno di due ore sono diventati un cumulo di macerie. Ciรฒ che sembrava impossibile, se non in qualche film di fantascienza, era diventato realtร . Un simbolo di forza e ricchezza era caduto, e un senso di smarrimento e paura ha attraversato non solo gli Stati Uniti ma il mondo intero.
Tutta la storia dellโumanitร รจ attraversata da episodi simili, in cui edifici simbolo di un popolo o di unโepoca vengono distrutti da eventi naturali o da guerre. Nei conflitti, abbattere lโedificio piรน grande e rappresentativo del nemico รจ spesso uno degli obiettivi piรน ambiti.
Gesรน, annunciando la distruzione del grande Tempio di Gerusalemme โ centro della liturgia e simbolo della presenza di Dio โ compie un gesto di terrorismo religioso o una dichiarazione di guerra contro i suoi nemici? Vuole forse chiamare i suoi discepoli a una battaglia senza fine per la vera fede?
Le parole che seguono questo annuncio non sono rassicuranti, ma il fine di Gesรน non รจ fare terrorismo psicologico nรฉ creare nemici: รจ lโesatto contrario. Strano a dirsi, ma le sue parole sono, come sempre, parole di speranza. Con un linguaggio forte vuole dare una scossa per risvegliare il cuore e la mente dei suoi amici e, oggi, anche i nostri.
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Gesรน, con le sue parole โapocalitticheโ โ che letteralmente significa โrivelativeโ โ guarda alla storia, sia nei fatti del suo tempo sia oltre, constatando che รจ da sempre attraversata da distruzioni, violenze e ingiustizie. Il suo messaggio, come la sua presenza fisica tra gli uomini, รจ un invito a non lasciarsi vincere da ciรฒ che accade, a non lasciarsi abbattere quando vediamo la precarietร di ciรฒ che credevamo indistruttibile ed eterno. Nulla nella storia o nelle opere dellโuomo รจ incrollabile: nemmeno violenze e distruzioni sono eterne. Lโultima parola รจ quella della vita, della speranza, di Dio.
โNon vi terrorizzateโฆ non lasciatevi ingannareโฆ io vi darรฒ parola e sapienzaโฆ nemmeno un capello del vostro capo andrร perdutoโฆ con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.โ
Dentro un quadro che sembra descrivere non solo il tempo di Gesรน o quello delle epoche successive, ma anche il nostro mondo attuale, risuona la buona notizia del Vangelo, che non sta solo davanti ai nostri occhi come un libro, ma vive nella mente e nel cuore.
LโAnno giubilare della Speranza si sta avviando alla conclusione dopo un anno intenso di pellegrinaggi, passaggi della Porta Santa e celebrazioni. Dalle basiliche romane alle cattedrali, ai santuari e alle chiese in tutto il mondo, cโรจ stato un grande movimento di persone. Eppure sappiamo che ciรฒ che vediamo oggi della Chiesa, al di lร delle celebrazioni, non รจ un cammino di splendore ma di declino numerico. Siamo alla fine della Chiesa? Sta finendo il cristianesimo?
Ecco allora lโattualitร delle parole di Gesรน, che ci scuotono nella direzione della speranza: una speranza che non si chiude con il calendario del Giubileo 2025 ma continua come atteggiamento di fondo.
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Cadono le torri e aumentano le guerre; le chiese si svuotano e diminuiscono i consacrati e i cristiani attivi. Ma Gesรน ci ricorda che per Dio conta anche un capello e che non dobbiamo lasciarci ingannare dai pessimisti nรฉ da chi propone salvezze a basso costo.
Oggi come allora รจ tempo di speranza, di perseveranza, di impegno e di fede, perchรฉ Dio non abita โ e non ha mai abitato โ un tempio di pietre, ma il cuore di chi si affida a Lui.
Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)



