Nei travagli del mondo, con la promessa di Dio
Quando qualche decennio dopo la risurrezione di Gesù il Tempio di Gerusalemme viene distrutto e la città saccheggiata, i cristiani sono assaliti dallo scoraggiamento e restano spaesati: dov’è la buona notizia se ci sono guerre, calamità, carestie, persecuzioni?
L’evangelista Luca scrive allora questo racconto nel quale Gesù ci offre una chiave di lettura: il male, in tutte le sue forme, è presente sia nella nostra vita che nella storia, ma dentro a tutto ciò che accade brilla la speranza della promessa di Dio: neanche un capello del vostro capo perirà.
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Non è la fine di tutto, non dobbiamo scoraggiarci o rassegnarci, ma aggrapparci a questa promessa e sapere che se tutto crolla e passa, Dio resta e non permette che affondiamo. E aggrappati a questa promessa, anche le situazioni più difficili diventano un’occasione per essere testimoni del Vangelo e perseverare nel bene.
Nei travagli e nelle crisi possiamo starci da rassegnati oppure fidandoci che, alla fine, Dio non ci farà venire meno.
