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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 9 novembre 2025

Il segno della cacciata dei mercanti dal Tempio ha un ruolo programmatico per il Quarto Vangelo, che lo colloca all’inizio, subito dopo le nozze di Cana; gli altri evangelisti, invece, lo pongono a ridosso dell’ultima Pasqua.

Eppure anche la lettura giovannea lo mette in relazione alla Pasqua, anzi, forse ancora di più. Infatti esplicita che è il Corpo di Cristo quel Tempio che, dopo essere stato distrutto nella terza Pasqua, si rialzerà in piedi trascorsi tre giorni.

Ecco quindi il senso di presentare questo episodio sin dal secondo capitolo, perché possa prepararci alla Resurrezione e alla pienezza del culto, che si incentra sulla morte e resurrezione della Parola incarnata e gettata nel mondo per umanizzarci.

Per ricordarci che Dio, che siamo stati abituati a incontrare in un luogo sacro, ora lo riconosciamo pienamente nell’incontro personale, lungo le strade del mondo, con un uomo in carne ed ossa. Per ricordarci che il culto gradito a Dio non è tanto un sacrificio rituale, quanto il rimanere sino alla fine, con il proprio corpo nella storia, affinché la nostra vita diventi quel Tempio in cui Dio può abitare nel mondo.

E per ricordarci che la vita nuova che sgorga dalla risurrezione precede e fonda ogni appartenenza associativa, ecclesiale o religiosa.

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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