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mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di sabato 1 novembre 2025

Festa di tutti i Santi

La liturgia di Tutti i Santi ci apre a spazi straordinari che ci viene offerto di vivere.

Invece credo che uno dei problemi più gravi della Chiesa sia proprio l’asfissia: vivere chiusi in difesa.

Ho letto un bellissimo libro.

Simone Weil nella sua Autobiografie Spirituelle (cit.pg54) lamenta nella Chiesa questa chiusura, e dice che “il cristianesimo deve contenere in sé stesso tutte le vocazioni, senza eccezione, perché è cattolico”

E ancora, “la sua immensità è estesa a tutti i secoli passati, a tutti i paesi abitati, a tutte le razze di colore, alla vita profana nei paesi della razza bianca e nera, nella storia di questi paesi, di tutte le tradizioni bellissime accusate di eresia dal manicheismo agli albigesi”.

Riassume con questa immagine: “la Chiesa deve cessare di guardare al microscopio e passare al telescopio”.

Si è avuta la sensazione che la Chiesa si identificasse con la pedofilia, con l’omosessualità o con tanti disordini che affliggono l’umanità.

Gesù ha redento tutti.

Tutto è Chiesa e destinato a diventare Chiesa.

Le immagini dell’Apocalisse che ci vengono proposte oggi, ci aprono lo sguardo e ci propongono di pensare a quella Patria in cui si guarda soltanto al telescopio, perché l’unico oggetto di contemplazione è Dio.

La Chiesa ci invita oggi a pensare al Paradiso a quella Patria in cui saremo tutti, per essere felici per sempre. In conversazione con il Padre, che crea continuamente e fa belle tutte le cose, con Gesù che redime e salva dal male e dal peccato, e si propone come modello di ogni vita, e con lo Spirito Santo sempre in azione per realizzare il piano di Dio e fare del mondo una icona del Regno.

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Fare la festa dei Santi, quindi, significa respirare a pieni polmoni la Chiesa e elevare gli occhi dal microscopio al telescopio.

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