La cosa peggiore o più malefica che possiamo fare è vedere che qualcuno sta male e non fare nulla perché altrimenti sgarreremmo una norma, una legge.
Queste cattiverie avvengono dappertutto e in ogni ambiente. Anche ecclesiale.
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Gesù ci presenta oggi un caso del genere. C’è una donna che è piegata in due a causa di una malattia, fisica o spirituale o tutt’e due che sia,che stava nella sinagoga a pregare. Ella poteva guardare solo per terra nel suo fazzoletto di terra, dove poggiava i piedi. Ed era lì non per guardare ma per pregare il suo Dio per la guarigione oppure per avere la forza di non soccombere a quella situazione che si protraeva ormai da troppo tempo.
Gesù la vede e ne ha compassione. In un secondo la guarisce. Dopo 18 anni di malattia che la escludeva dalla vita sociale… Gesù la guarisce in un attimo. Ma era sabato. Il giorno sbagliato per guarire secondo i giudei.
Il capo della sinagoga prende l’esempio in questione per fare la lezione a tutti. Non si infrange la legge di Dio!
Gesù ribalta questa norma perché la vita è superiore ad ogni legge. E se Dio è vita, non c’è infrazione.
Concetto difficile da capire ancora oggi.
Noi siamo troppo legalisti. Confondiamo verità con legge. La verità invece va a braccetto con il concetto di vita.
Quella donna è stata liberata da Gesù non dalla sua malattia ma dalla sua vita bloccata, morta, inesistente ormai. Gesù ridona vita sempre. Non c’è legge che tenga. E noi? Come siamo il proseguimento della sua opera in terra?
Vergogniamoci anche noi se non lo siamo.
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Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
