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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 25 Ottobre 2025

Gli esempi sono due: una tragedia operata da mani d’uomo – l’uccisione di alcuni Galilei da parte di Pilato – e una in cui la responsabilità umana è meno evidente: i morti per il crollo della torre di Siloe. In entrambi i casi, le vittime non se la sono cercata, o perlomeno non ne avevano combinato più dei loro simili.

Le disgrazie della vita non sono mai punizioni divine: Gesù chiarisce questo e lo sottolinea con grande forza. Eppure possono essere occasione per una conversione. Ricordandoci la fragilità della vita – senza nemmeno cadere nei sensi di colpa di chi ha la “sindrome del sopravvissuto” – semplicemente ci richiamano alla nostra responsabilità.

Per il solo fatto che siamo vivi, non dobbiamo sentirci maggiormente meritevoli di chi non è più tra noi. Ma responsabili sì: siamo chiamati a rispondere ai bisogni del nostro tempo, a stare con le vittime e a prevenire la morte di altri nostri fratelli e sorelle.

È qui preziosissima la coscienza civile – interessarsi personalmente della cosa pubblica – che si può declinare anche in un impegno diretto in politica. Ma sta a tutti a noi – figlie e figli del Dio della vita – fare pressioni perché si indirizzino risorse per la sicurezza strutturale degli edifici, anziché produrre strumenti di morte e distruzione.

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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