don Andrea Vena – Commento al Vangelo di domenica 26 Ottobre 2025

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In queste ultime domeniche siamo stati invitati a sintonizzarci col cuore stesso di Dio, che รจ Misericordia (XXIV-XXVIย  domenica). A questo paradosso che ci coglie sempre impreparati, sono seguite due domeniche dedicate al temaย  della fede (XXVII-XXVIII domenica), senza la quale difficilmente si puรฒ comprendere lโ€™agire di Dio. E quindi il tema dellaย  preghiera (XXIX e oggi), esperienza di amicizia a tu per Tu con lโ€™Amico Dio, a tu per Tu con lโ€™Infinito a cui posso abbandonarmi.

La lectio continua dopo il video.

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Una triade che bene esprime le colonne portanti che dovrebbero contraddistinguere ogni discepoloย  di Gesรน. Non basta perรฒ dire di essere misericordiosi, di aver fede o di pregareโ€ฆse poi non riempiamo di contenutoย  queste parole.ย ย 

Lโ€™odierno testo del vangelo viene preceduto dalla prima lettura tratta dal libro del Siracide: โ€œIl Signoreโ€ฆper lui non  cโ€™รจ preferenza di personeโ€ฆ Non trascura la supplica dellโ€™orfano, nรฉ la vedovaโ€ฆ La preghiera del povero attraversa le  nubiโ€. E nel salmo, preghiera di risposta alla prima lettura, lโ€™autore cosรฌ si esprime: โ€œIl Signore รจ vicino a chi ha il  cuore spezzato, egli salva gli spiriti affrantiโ€ฆ non sarร  condannato chi in lui si rifugiaโ€.  

Con questa chiave di lettura, entriamo cosรฌ nel testo del vangelo.  

โ€œGesรน disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano  gli altriโ€. Domenica scorsa รจ stato introdotto il tema sulla necessitร  di pregare sempre (Lc 18,1-8). Oggi, ripartendo  dallo stesso punto in cui ci siamo interrotti domenica scorsa, il Signore aggiunge che non basta โ€œpregare sempreโ€  se poi interiormente coltiviamo sentimenti sbagliati: โ€œDisse questa parabola per alcuni che avevano lโ€™intima presun 

zione di essere giusti e disprezzavano gli altriโ€. Se non cโ€™รจ un atteggiamento corretto a nulla vale la preghiera che  diventa ostentazione della propria presunzione! “Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro  pubblicano. 

Il fariseo sta in piedi, nella posizione di chi รจ sicuro di sรฉ, e in una sorta di monologo elenca con sicurezza le sueย  bravure: “O Dio, ti ringrazio perchรฉ non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adรนlteri, e neppure come que sto pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Sono parole inย  cui si cela uno stravolgimento della preghiera, il suo sguardo รจ rivolto a se stesso, non a Dio. Il fariseo sostituisce ilย  suo ยซioยป a ยซDioยป e rende grazie non per ciรฒ che Dio, nel suo amore fedele, ha fatto per lui, ma per ciรฒ che lui stessoย  ha compiuto per Dio! รˆ come se si guardasse allo specchio auto celebrandosi: โ€œdigiunaโ€ฆpaga le decime/le offerteโ€ฆโ€.ย 

Diverso รจ lo sguardo del pubblicano: non osa alzare gli occhi verso Dio, vede se stesso nella propria veritร  di peccatore, si batte il petto: โ€œIl pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ย ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietร  di me peccatore”.Possiamo dire che prova lo stesso sentimentoย  di Pietro di fronte alla santitร  di Gesรน: โ€œSignore, allontanati da me che sono un peccatore!ยป (Lc 5,8). A suggerirci cheย  lโ€™autentico incontro con Dio e con Gesรน Cristo coincide con lo svelamento allโ€™uomo del proprio essere peccatore,ย ed ecco perchรฉ la preghiera: โ€œO Dio, abbi pietร  di me peccatoreโ€ รจ quella che meglio esprime la nostra condizione:ย  siamo chiamati a riconoscere le nostre cadute e ad accettare che Dio le ricopra con la sua inesauribile misericordia,ย  lโ€™unica cosa veramente necessaria nella nostra vitaโ€ฆย 

Gesรน concluderร  dicendo che solo il pubblicano tornerร  a casa giustificato. Io vi dico: questi, a differenza dell’al tro, tornรฒ a casa sua giustificato, perchรฉ chiunque si esalta sarร  umiliato, chi invece si umilia sarร  esaltato”. La preghiera, insegna oggi Gesรน, non รจ un parlarsi addosso, un riconoscere quante cose di buono ho fatto, ma un  guardare al Signore e riconoscere quanto Lui di buono ha fatto per me! Si tratta di lasciarsi sedurre dallo sguardo  del Signore, il solo capace di cambiare il cuore e quindi la vita. Solo chi ha ยซil cuore spezzatoยป (Sal 51,11) perchรฉ  consapevole di essere stato โ€œguardato con misericordiaโ€, puรฒ rivolgere a Dio ยซla preghiera dellโ€™umile che penetra le  nubiยป (Sir 35,17, prima lettura).  

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Recuperando la โ€œtriadeโ€ con la quale abbiamo iniziato la nostra riflessione, lโ€™esperienza della fede รจ proprio quellaย  di sapere di aver bisogno dellโ€™amicizia con il Signore, di sentire il bisogno di averLo al proprio fianco, di poter stareย e dialogare con lui (preghiera) sapendo di essere accolti e capiti non per ciรฒ che si vuol mostrare, ma per ciรฒ che siย  รจ, perchรฉ Dio รจ Misericordia.

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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