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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 20 Ottobre 2025

La stoltezza biblica non è mancanza di intelligenza ma incapacità di comprendere la vera ricchezza che è Dio.

Così Gesù attraverso una parabola mette in situazione i suoi ascoltatori e il suo interlocutore che lo vuole giudice tra sé e suo fratello a causa dell’eredità da spartire. 

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Chi pensa solo ad accumulare nella vita e a tenere tutto per sé, non solo lascerà tutto ma non avrà vita eterna. I suoi averi e la sua avidità gliel’hanno soffiata di mano.

Il tizio della folla si lamenta con Gesù a causa dell’avidità di suo fratello che vuole l’eredità dei genitori solo per sé. Situazione antica e sempre attuale, dove ancora oggi per il denaro le famiglie si dividono. Ma l’esempio non è solo circoscritto a quel tale. Gesù allarga il discorso servendosi di una parabola. Chi se la gode la vita magari anche dopo aver lavorato sodo ma solo per accumulare, non vivrà in eterno con Dio. Si è saziato dei suoi beni e del suo ego e non c’è stato posto per Dio. La ricchezza di per sé non è un male, ma il non condividerla sì. 

Vivere per sé stessi, anche senza avere un centesimo, vivere una vita godereccia, fatta solo di divertimento e superficialità,  egocentrica e narcisista, non paga. 

È una vita vuota, senza senso.

Vita che può essere richiesta in un attimo, senza preavviso. Situazione angosciante perché non avremo neanche il tempo di sentirci e ravvederci. Attenzione dunque: la stoltezza è accovacciata alla porta del nostro cuore. Teniamola ben chiusa.

Sr Palmarita Guida

A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade