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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 19 Ottobre 2025

A volte bisogna iniziare a riflettere su uno scritto partendo dalla fine. Come nella fattispecie dalla domanda finale: “Ma il Figlio dell’uomo quando verrà, troverà la fede sulla terra? “. A partire da questa domanda che apre diverse riflessioni possiamo comprendere la parabola del giudice disonesto. 

Intanto c’è un ritorno di Gesù sulla terra. Non ce ne dimentichiamo. Nel frattempo la nostra vita cristiana scorre. Ma come? Con fede in Lui o senza? Gesù stesso se lo chiede. Perché essere battezzati non è il passaporto per il Cielo. È la fede che ci rende simili al Figlio. E questa nasce dall’ascolto della Parola. Ce lo dirà Paolo nelle sue lettere. Ma dopo la nascita la fede va nutrita, altrimenti muore. E come? Con la preghiera che diventa il respiro del cristiano. Quel “sempre” a cui fa allusione Gesù è un ritmo che è vitale, come il respiro.

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Per cui un ogni cosa che faccio posso essere in stato di preghiera cioè rapporto intimo con il Signore. Generato ogni giorno dalla Parola nutro la mia fede con la preghiera. 

La preghiera non le preghiere. Sono due cose diverse. Possiamo vivere di preghiere senza mai gustare la vera preghiera che si radica nella Parola che ci genera alla fede.

L’importante per Dio è il nostro rapporto con Lui. La fede vera smuove le montagne e il mondo. Lo cambia. Non lo cambiano le nostre azioni, successi, protagonismi… No. Lo cambia l’unione a Lui H24. È così che intendeva la preghiera Teresa d’Avila grande maestra, quando diceva che la preghiera è un intimo rapporto d’amicizia con Colui dal quale ti senti amata… E che trovi anche tra le pentole.

Oggi cerco di rispondere alla domanda di Gesù a livello personale. Cosa faccio io perché nel mondo la fede in Dio arda?

Sr Palmarita Guida

A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade