Missionari di speranza
Oggi la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale.
Come cristiani siamo chiamati a meditare sulla missione come parte essenziale della nostra fede.
Quando pensiamo ai missionari, immaginiamo spesso un prete, un frate o una suora che parte dallโEuropa per vivere in paesi lontani e aiutare popolazioni povere. Tutto questo รจ vero, ma la missione cristiana non riguarda solo pochi: รจ la vocazione di ogni battezzato, anche di chi non si muove da casa.
Il Vangelo di questa domenica ci invita proprio a riscoprire questa dimensione universale.
Gesรน, per spiegare la forza della preghiera, paragona Dio a un giudice senza pietร e chi prega a una vedova indifesa. Nel contesto dellโepoca, una donna senza protezione non aveva alcuna speranza di essere ascoltata. Eppure quella vedova non si arrende: continua a chiedere giustizia, sostenuta dalla speranza.
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ร povera, vittima di ingiustizia, ma non disperata. E alla fine riesce persino a smuovere il giudice inflessibile.
Il racconto รจ volutamente paradossale, ma serve a farci riflettere: crediamo davvero che Dio ci ascolti? Cโรจ speranza nella nostra preghiera? Abbiamo fiducia che le cose possano cambiare, o le nostre preghiere sono solo parole senza fuoco, spente in partenza?
Il messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2025, firmato da Papa Francesco prima della sua partenza per il cielo, porta il titolo: โMissionari di speranza tra le genti.โ
La speranza รจ il motore di ogni missione: nasce nel cuore, supera le difficoltร e mette in moto risorse interiori inattese.
Papa Francesco descrive una Chiesa non statica, ferma su posizioni e abitudini, ma una Chiesa missionaria, sempre in cammino verso il prossimo.
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E il prossimo non รจ solo chi vive in altri continenti, ma anche chi ci รจ accanto: in famiglia, a scuola, al lavoro, o per strada.
Viviamo in un mondo che la tecnologia ha reso iperconnesso, ma spesso ci riscopriamo lontani nei cuori. E Dio stesso appare โsconnessoโ dal nostro mondo interiore. La missione cristiana serve proprio a portare parole e gesti di speranza dove sembra spenta la vita, morte le relazioni, dove Dio รจ percepito come un giudice severo e lontano.
La missione puรฒ raggiungere luoghi lontani (forse un giorno persino altri pianeti), ma il suo punto di partenza resta il cuore animato dalla speranza.
Per questo la preghiera non รจ solo un dovere, ma una necessitร : riconnette il cuore a Dio, tiene vivo il fuoco dellโamore e aiuta a guardare oltre le difficoltร . La preghiera รจ il primo passo di ogni missione.
Chi รจ dunque il missionario? Siamo noi che ci lasciamo guidare dal Vangelo, un Vangelo che riaccende nel cuore il desiderio di condividere la bellezza della presenza di Dio.
Gesรน conclude il suo insegnamento dopo la parabola con molti punti interrogativi, che invitano anche noi a misurare la fede non dalle certezze che abbiamo, e che spesso diventano statiche abitudini, ma dalla capacitร di metterci continuamente in discussione, nella mente, nel cuore e poi anche con i fatti.
Solo cosรฌ non restiamo credenti statici, ma credenti in cammino, in una parola: missionariโฆ di speranza.
Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)







