Canta Aldo Nove, vestendo i panni dell’Angelo, a Maria: «Tu sei ciò che sarà e che io divento». Maria è davvero ciò che diventiamo e che speriamo – perché lo sappiamo – che sarà e che saremo, perché Maria lo è già adesso.
La nostra umanità portata a compimento la possiamo trovare sin d’ora specchiata in lei. Maria, a sua volta, ci avvolge, perché ha scelto sovranamente di lasciarsi avvolgere dal Dio che si dona. Un brivido sconvolgente la attraversa e giunge sino a noi.
Lo cantava Charles Péguy: «A colei che è infinitamente commovente, perché è anche infinitamente commossa. A colei che è tutta Grandezza e Fede, perché è anche tutta Carità. A colei che è tutta Fede e Carità perché è anche tutta Speranza».
In quest’anno della Speranza, procediamo riconoscendo con Maria le grandi cose che lo Spirito Santo sta portando a compimento in noi. Perché abbiamo trovato grazia presso Dio: rallegriamoci e lasciamoci commuovere, come Maria, da Colui che a noi si è fatto intimo per trasformare noi e il mondo.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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