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Commento alle letture del 29 Settembre 2025

Tempo Ordinario XXVI, Colore verde – Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 2

Oggi la Parola ci invita a contemplare il mistero della presenza di Dio che regna nei cieli e abita anche il cuore dell’uomo.
Le letture ci accompagnano in un cammino che sale dal trono eterno del Padre, passa per la lode riconoscente del cuore umano, e si compie nella voce viva di Gesù, che ci rivela il cielo aperto.
È un invito a lasciarci raggiungere da quella luce che unisce la terra e il cielo, a riconoscere nel volto di Cristo il Figlio dell’Uomo glorioso e vicino.

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Ascolta il commento:

Dn 7,9-10.13-14 oppure Ap 12,7-12a

Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.

Dal libro del profeta Daniele
Dn 7,9-10.13-14

Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

Parola di Dio.

Oppure:

Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Ap 12,7-12a

Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo.
E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana, e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
perché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto
grazie al sangue dell’Agnello
e alla parola della loro testimonianza,
e non hanno amato la loro vita,
fino alla morte.
Esultate, dunque, o cieli
e voi che abitate in essi».

Parola di Dio.

Dal Sal 137 (138)

R. Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo. R.
 
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. R.
 
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore! R.

Gv 1,47-51

Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

Il profeta Daniele ci apre una visione grandiosa:
«Un trono si eresse… il Vegliardo si assise… mille migliaia lo servivano».
È un’immagine che riempie di stupore: il trono di luce, il fiume di fuoco, gli angeli che servono. Tutto parla della maestà e della giustizia di Dio.
Ma in mezzo a tanta gloria, appare una figura umana:
«Uno simile a un Figlio d’uomo».
Egli riceve dal Padre potere, gloria e regno.
È Cristo, Signore del tempo e della storia, colui che ci rivela che la grandezza di Dio non è lontananza, ma presenza viva in un volto umano.

Eppure, di fronte a tanta immensità, il nostro cuore spesso si sente piccolo, fragile.
È allora che il Salmo ci insegna a pregare:
«Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore… Hai ascoltato le parole della mia bocca».
Dio non è soltanto sul trono del cielo: Egli ascolta, risponde, cammina accanto a noi.
Mentre gli angeli contemplano la sua gloria, noi possiamo sentirne la vicinanza nelle piccole cose, nei gesti di amore, nelle ferite che Egli guarisce con la sua misericordia.
Il salmista canta: «Il Signore è eccelso, ma guarda verso l’umile».
È la grande rivelazione: la maestà divina si china con tenerezza su chi apre il cuore.

Nel Vangelo, questa verità prende carne.
Gesù guarda Natanaèle e dice: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità».
È uno sguardo che conosce, penetra, ama.
Natanaèle si sente raggiunto da uno sguardo che svela la sua storia e la sua verità, e confessa:
«Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».
Gesù allora promette una visione più grande:
«Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
È il ponte tra cielo e terra: Cristo è la scala vivente che unisce il mondo umano al mondo divino.
In Lui, il mistero di Daniele e la lode del Salmo trovano compimento.
Nel suo volto umano, la gloria del cielo diventa accessibile, la distanza si colma, la speranza si accende.

Noi, come Natanaèle, siamo chiamati a lasciarci guardare da Gesù, a riconoscere la verità del nostro cuore e ad accogliere la sua promessa.
Ogni volta che scegliamo la sincerità, la fede, la fiducia, il cielo si apre su di noi.
E gli angeli che servono il trono di Dio ci accompagnano nel cammino, ricordandoci che non siamo soli: la nostra vita è custodita, amata, attraversata da una presenza luminosa.

🌿 Commento finale

La Parola di oggi ci conduce a una certezza profonda:
Il Dio glorioso che siede sul trono dei cieli ha scelto di camminare accanto a noi nel Figlio dell’uomo.
Gli angeli lo servono, ma Egli si china sull’uomo e lo chiama per nome.
Il cielo è aperto: tra noi e Dio non c’è più distanza.
Camminiamo dunque nella luce, con il cuore grato e lo sguardo fisso su Cristo, ponte di misericordia, Re eterno e amico fedele.