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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 26 Settembre 2025

Quando i morti si mangiano i vivi… La folla è intrappolata nel passato: nel già visto, nel già conosciuto, nel desiderio di un remake di ciò al quale si era affezionata. Secondo l’evangelista Luca invece Antipa – lo vedevamo ieri – resta perplesso: non sapeva cosa pensare, ma le opinioni della folla gli sembrano improbabili.

Qualcosa non gli torna. Ora è la volta di Gesù che vuole farsi riferire direttamente quel che la folla dice. «Ma voi?» Se può essere relativamente semplice ripetere gli insegnamenti del Maestro – riferire quanto ha detto e fatto – è piuttosto arduo rispondere sulla sua identità. Riusciamo finalmente a descriverlo fuori dagli stereotipi, fuori dagli schemi triti e ritriti, fuori dall’usato garantito?

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È scomodo osare lo sforzo della novità che irrompe nella scena. Ma Pietro, a nome dei Dodici, lo fa, forse anche accostandosi, assieme a loro, alla preghiera di Gesù, in disparte: «Il Cristo/Messia di Dio». Di Dio: appartiene a Dio. Non riesce più a considerarlo fuori da questa relazione. Sa che è essenziale per comprendere Gesù; ma anche sé stesso, in fondo. Non si può parlare dell’uomo senza parlare di Dio che, come vediamo nel Figlio dell’Uomo e con la potenza del Suo Spirito, fa nuove tutte le cose.

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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