Fratelli e sorelle carissimi,
in questo Tempo del Creato, il Signore ci dona una pagina evangelica carica di insegnamenti profondi: la parabola del ricco e del povero Lazzaro (cf. Lc 16,19-31).
Essa ci interpella con forza, invitandoci a riflettere sulle dinamiche di giustizia, indifferenza e salvezza, e a leggere questa realtร anche in una chiave che si apre al dramma ecologico e sociale del nostro tempo. Due uomini vivono accanto, divisi solo da un portone, ma separati da un abisso ben piรน profondo: quello della capacitร di vedere e riconoscere lโaltro nella sua sofferenza. Da una parte, un uomo ricco, vestito di porpora e bisso, che si abbandona a una vita di lussi e di piaceri quotidiani; dallโaltra, un povero coperto di piaghe, dimenticato e abbandonato, che aspira soltanto a qualche briciola dal banchetto del ricco. Non si tratta solo di una disparitร economica o materiale, ma di una ferita spirituale: lโincapacitร di vedere, di accogliere, di condividere, che รจ al centro del peccato dellโindifferenza.
Proviamo ora a lasciarci guidare da questa parabola lungo tre passaggi fondamentali del nostro cammino di fede, particolarmente significativi in questo Tempo del Creato:
1. ASCOLTARE
Nella parabola del ricco e del povero Lazzaro, colpisce la risposta di Abramo al ricco che, dallโaldilร , chiede di mandare qualcuno ai suoi fratelli. Ma la risposta di Abramo รจ chiara e definitiva: ยซHanno Mosรจ e i Profeti; ascoltino loroยป (Lc 16,29).
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Oggi abbiamo a disposizione non solo la Parola di Dio ma anche lโinsegnamento della Chiesa, la voce della dottrina sociale, e le evidenze della scienza sullo stato di salute del nostro pianeta. Abbiamo giร strumenti e indicazioni sufficienti per operare una conversione ecologica profonda, che non si limiti a interventi superficiali o a risposte emergenziali, ma che si traduca in uno stile di vita integrale e sostenibile.
Ascoltare, infatti, non significa solo udire con le orecchie, ma accogliere con il cuore. San Giovanni Crisostomo, uno dei Padri e predicatori della Chiesa antica, ci ricorda che non รจ sufficiente sfamare chi ha fame: occorre anche curarne le ferite (cf. Omelia su Lazzaro, II). Questa affermazione รจ di grande attualitร : la vera caritร non รจ un atto isolato o una semplice elargizione di beni, ma una relazione che si prende cura dellโinterezza della persona, delle sue ferite visibili e invisibili, del suo bisogno di dignitร e di amore.
2. CURARE
Dopo aver riconosciuto lโimportanza dellโascolto autentico, il Tempo del Creato ci chiama ora a un passo ulteriore: curare. Lazzaro non รจ solo il volto della povertร materiale, ma rappresenta tutta lโumanitร ferita nelle sue molteplici dimensioni โ solitudine, esclusione, marginalizzazione. Egli diventa anche simbolo della creazione sofferente, come san Paolo ci ricorda nella Lettera ai Romani: ยซLa creazione attende con impazienza la manifestazione dei figli di Dio, perchรฉ la creazione stessa sarร liberata dalla schiavitรน della corruzione per partecipare alla libertร della gloria dei figli di Dioยป (Rm 8,19-21).
Il ricco della parabola non compie un peccato vistoso, ma […] Continua a leggere qui.
